Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha formalmente sbloccato i finanziamenti destinati a sostenere e rilanciare l’intera filiera ippica nazionale per la stagione in corso. Infatti, martedì 30 giugno 2026, è stato approvato il decreto direttoriale strategico che definisce la ripartizione dei fondi a favore delle società di corse. Il testo mette sul piatto risorse complessive pari a 36.444.652 euro, strutturate per garantire la continuità operativa degli impianti, l’organizzazione dei gran premi, i servizi per il pubblico e la gestione delle riprese televisive. La copertura finanziaria dell’operazione si riparte in due tranche. 22,3 milioni di euro graveranno sul bilancio dell’esercizio finanziario corrente; i restanti 14 milioni sono a valere sull’annualità 2027.
Il provvedimento non rappresenta una semplice operazione contabile, ma recepisce i profondi correttivi tecnici introdotti dal recente decreto ministeriale del 5 giugno scorso. Questo passaggio si è reso necessario per adeguare l’azione del ministero alle storiche sentenze n. 5811/2026 e n. 8807/2026 pronunciate dal TAR del Lazio. I giudici amministrativi avevano infatti imposto una radicale revisione dei vecchi parametri di ripartizione, spingendo gli uffici governativi a ridefinire criteri più equi e trasparenti basati sull’effettiva dimensione e funzionalità strutturale degli ippodromi. Nel nuovo modello, la sovvenzione spettante a ciascun gestore sarà determinata dalla combinazione di due fattori: una quota fissa calcolata sul “costo standard” delle giornate di gara effettivamente disputate e una quota residuale legata alla classificazione degli impianti in strategici, nazionali o regionali, bilanciando il peso economico tra le specialità del trotto e del galoppo.
L’erogazione materiale dei contributi statali sarà subordinata alla stipula di un “accordo sostitutivo” personalizzato tra l’amministrazione centrale e le singole società di gestione riconosciute dallo Stato. La mappa degli ippodromi inclusi nel decreto fotografa le recenti evoluzioni del comparto. Confermati infatti i finanziamenti per gli storici impianti di Sassari, Varese e Livorno, e blindato lo stanziamento di oltre 2,7 milioni di euro per l’ippodromo romano di Capannelle. Quest’ultimo è sotto la gestione della municipalizzata Zètema Progetto Cultura. Sul fronte delle esclusioni, il ministero ha perciò preso atto del definitivo recesso del riconoscimento ufficiale per la piazza di Trieste e ha respinto l’istanza avanzata dalla società incaricata della gestione dell’ippodromo di Taranto.
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