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Casinò di Saint-Vincent in amministrazione giudiziaria per riciclaggio

Il Tribunale di Torino ha disposto l’amministrazione giudiziaria per il Casinò di Saint-Vincent. Si tratta di un provvedimento storico, dato che è la prima volta in assoluto che questo decreto viene applicato a una casa da gioco. La decisione arriva dopo sei mesi di indagini, sequestri e perquisizioni. Queste attività sono avvenute nell’ambito di una vasta inchiesta avviata nel dicembre 2025 dalla Guardia di Finanza di Aosta. L’indagine vede attualmente ben 33 persone indagate a vario titolo. Inoltre, ha già portato al sequestro di circa 5 milioni di euro.

Le motivazioni del decreto, che leggiamo oggi 2 giugno 2026, evidenziano l’esistenza di un vero e proprio sistema di riciclaggio radicato all’interno della struttura valdostana. I reati contestati a vario titolo agli indagati spaziano dall’associazione a delinquere al riciclaggio. Vi sono anche accuse di ricettazione e di corruzione di incaricato di pubblico servizio. Secondo i giudici, queste attività illecite hanno beneficiato di un’ingiustificata inerzia da parte dell’amministratore e di altri dirigenti. L’azienda, pur essendo dotata sulla carta di procedure per contrastare tali condotte, nei fatti ha disatteso le regole cautelari. Ha così mostrato una colpa di organizzazione e non ha messo a punto una struttura idonea a impedire i reati. Per un periodo iniziale di un anno, la gestione sarà quindi affidata a due amministratori giudiziari. Questi avranno poteri specifici per eliminare le criticità e rimuovere quelle situazioni tossiche che hanno reso l’ambiente permeabile alle attività illegali.

I vertici dirigenziali della Casino de la Vallée Spa — società pubblica di proprietà della Regione autonoma della Valle d’Aosta — non sono direttamente coinvolti nei reati. Tuttavia si muove loro l’accusa di di aver sorvegliato negligentemente sui rispettivi obblighi di controllo. Tra gli indagati compare infatti l’imprenditore Aldo Spinelli, accusato di aver corrotto due funzionari del casinò. Compaiono anche il direttore dell’ufficio cambio e fidi e il direttore dell’ufficio marketing. Spinelli avrebbe cambiato nella casa da gioco 85mila euro in contanti, lasciando mille euro ai due dipendenti come mancia per agevolare la transazione. Questa cifra supera la soglia massima consentita dalle normative antiriciclaggio. Nell’ambito dell’indagine è finita anche un’amica dell’imprenditore, Caterina Morgia. A casa della donna i militari hanno rinvenuto altri 130mila euro in contanti. Tuttavia, è bene ribadire che tutti sono innocenti fino a contraria prova, e che per ora nessuno risulta aver ricevuto condanne definitive.

Andrea

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