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Crisi nera per l’industria dei videogiochi nel Regno Unito: persi oltre mille posti di lavoro

In questo martedì 24 marzo 2026, arrivano notizie a dir poco allarmanti per il panorama videoludico europeo. Secondo l’ultimo e dettagliato rapporto pubblicato dall’associazione di categoria TIGA, il settore dello sviluppo di videogiochi nel Regno Unito sta attraversando la recessione più grave mai registrata nella sua storia. I dati delineano un quadro decisamente cupo: tra il maggio del 2024 e il settembre del 2025, la forza lavoro complessiva è crollata da 28.516 a 27.347 unità, segnando un preoccupante calo occupazionale del 4,5% su base annua. In questo delicato lasso di tempo, ben 491 aziende sono state costrette a tagliare oltre tremilaseicento ruoli a tempo pieno e ben 206 studi hanno chiuso definitivamente i battenti.

Analizzando le cifre, emerge come la crisi abbia colpito in maniera asimmetrica le diverse realtà produttive. A subire il colpo più duro sono stati gli studi strutturati con oltre quindici dipendenti, responsabili di quasi milleottocento esuberi complessivi. Al contrario, i micro e piccoli team indipendenti hanno mostrato una sorprendente resilienza, registrando persino una lieve ma costante crescita. Anche i mercati di riferimento hanno fatto la differenza: le aziende focalizzate sui settori mobile e PC hanno subito pesanti contrazioni occupazionali intorno al 13%. Gli studi dedicati alle console hanno limitato i danni fermandosi a un calo del 2,1%. Preoccupa moltissimo, inoltre, il drastico rallentamento nella fondazione di nuove startup. Esse sono scese ai minimi storici degli ultimi quindici anni a causa della scarsità di finanziamenti iniziali e delle deboli vendite globali.

Il CEO di TIGA Richard Wilson ha lanciato un disperato appello al governo britannico per rilanciare lo sviluppo di videogiochi nel Regno Unito. L’associazione richiede un intervento politico tempestivo e incisivo. Si suggerisce di potenziare introdurre un’aliquota agevolata del 53% per i progetti con budget inferiori ai 23,5 milioni di sterline. Secondo le stime, questa mirata manovra fiscale potrebbe iniettare quasi cinquecento milioni di sterline nell’economia del settore. Cioò creerebbe rapidamente settemila nuovi posti di lavoro e rimettendo l’industria videoludica più grande d’Europa sul giusto e vitale percorso di sviluppo per fronteggiare la spietata concorrenza internazionale.

Andrea

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