A sole tre settimane dalla cerimonia di apertura, la macchina organizzativa di Milano-Cortina 2026 si trova oggi 18 gennaio 2026 a dover gestire una problematica spinosa: la progressiva emorragia di volontari. Nonostante la selezione iniziale avesse individuato 18mila profili idonei, le rinunce si stanno moltiplicando giorno dopo giorno. Ciò va creando vuoti preoccupanti in organico, con stime che parlano già di un migliaio di assenze sulla sola piazza di Milano.
Il paradosso è evidente se si pensa all’entusiasmo di un anno fa, quando le candidature dei volontari di questi giochi Olimpici avevano toccato quota 130mila. A raffreddare gli animi, però, è intervenuta la dura realtà logistica ed economica. Molti ragazzi hanno ricevuto la conferma dell’incarico con grave ritardo, in alcuni casi addirittura a fine novembre. Si sono così trovati di fronte all’impossibilità di pianificare la trasferta. Poiché le spese di viaggio e alloggio sono a carico dei volontari, i prezzi stellari raggiunti nelle località olimpiche hanno fatto il resto. Infatti con una camera a Cortina che può costare fino a 2.000 euro per due settimane, l’esperienza è diventata economicamente insostenibile per la maggior parte dei giovani non residenti.
Per tamponare l’emergenza, l’organizzazione sta correndo ai ripari attingendo al bacino dei “veterani” e degli ex alpini, aprendo le porte anche a ottantenni in buona salute pur di garantire la copertura dei servizi essenziali in questi Giochi Olimbpici. Una situazione di caos confermata anche da Franco Nones, storico oro di Grenoble ’68. Egli ha raccontato di ricevere continue telefonate da volontari disperati alla ricerca di un posto letto che non c’è.
Resta l’amaro in bocca per le occasioni mancate, come sottolineato da Massimo Achini del CSI Milano. La proposta di creare un “passaporto del volontario” per i Giochi Olimpici, basato su un modello di accoglienza diffusa in famiglia, avrebbe potuto abbattere i costi e garantire un’eredità sociale importante, ma non è stata recepita dalla Fondazione. Nel frattempo, mentre i biglietti per le gare sono introvabili – persino per leggende come Nones – scoppia il caso delle divise dei tedofori. Alcune, purtroppo, sono già apparse in vendita su eBay a cifre folli che sfiorano i 1.500 euro.
