L’era della precarietà è finita per i Clubs de Jeux. In questo venerdì 20 febbraio 2026, arriva una svolta storica per il settore del gioco parigino. Il Consiglio Costituzionale francese ha validato, nella serata di ieri, il budget per l’anno in corso, respingendo tutti i ricorsi contro l’articolo 19 bis. Questa norma chiave trasforma i Clubs de Jeux da esperimento temporaneo a realtà permanente.
Alcuni deputati avevano tentato di bloccare la legge. L’accusa principale era di natura tecnica. Definivano la norma un “cavaliere di bilancio”, ritenendola estranea all’equilibrio dei conti pubblici. Il Consiglio ha bocciato questa tesi. La stabilizzazione dei club garantisce entrate fiscali strutturali nel tempo. Il prelievo sui giochi e i contributi sociali giustificano pienamente l’inserimento della misura nella legge finanziaria. È caduta nel vuoto anche l’obiezione procedurale sulla mancanza di un rapporto di valutazione governativo.
Si chiude così un capitolo lunghissimo. Dal 2017 il settore operava in un vero e proprio limbo giuridico. La sperimentazione originaria ha subito continue e faticose proroghe, ed i clubs de jeux hanno lavorato per quasi nove anni senza la stabilità tipica di un regime definitivo. Oggi, finalmente, la loro sopravvivenza non è più in discussione.
La partita costituzionale è vinta. Ora l’attenzione si sposta sulle regole pratiche. All’inizio della prossima settimana sono attesi i decreti attuativi. Questi testi normativi definiranno le nuove condizioni di esercizio, stabilendo i rigidi obblighi per gli operatori, i controlli e il perimetro dell’offerta. Non si tratta più di capire se i club resteranno aperti, ma come dovranno lavorare negli anni a venire.
