I mali del nostro tempo: il rifiuto della complessità

I risultati elettorali di Domenica scorsa in Sardegna lo confermano: siamo in un momento dove funzionano gli slogan, le cose semplici quasi banali. Le persone non vogliono impiegare tempo ed energia a comprendere i problemi che spesso sono difficili da risolvere.

Una schedina, una puntata alla roulette. Serve a svagarci dalle complessità della vita reale , fatta di relazioni sistemiche , tecnologie avanzate. Ma non è la vita reale. E tantomeno lo sono i giochi cosidetti social , in cui tutto è costruito scientificamente per tenerci attaccati il più a lungo possibile allo schermo e col tempo, dare qualche obolo per salire di livello ma allo stesso tempo evitare difficoltà soverchie che ci allontanerebbero. Ma usciti dallo schermo ricordiamoci di riattaccare il cervello.

Rifiutare gli slogan e le soluzioni semplici a problemi mai risolti, dall’immigrazione alla recessione. Soluzioni semplici che tappano un problema e ne creano altri tre, nella più totale assenza di una visione olistica. Potremmo quasi dire che è voluto: creare altri problemi vuol dire aver bisogno di salvatori. E invece dobbiamo accettare che spesso le soluzioni sono complesse, parziali , lunghe; e che alcuni problemi non ne hanno proprio.

Informazioni su Paolo Di Feo 51 Articoli
Paolo Di Feo, laureato in economia con 110 e lode e MBA ha lavorato nelle telecomunicazioni prima di entrare nei giochi. In questo settore è stato consulente, direttore e proprietario sia in Italia sia all’estero. Scrive da tempo numerosi articoli e rilascia interviste ai giornali e alle TV nazionali sui temi del gioco di cui è profondo conoscitore.

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