Ci sono voluti quasi due decenni, un riavvio totale dello sviluppo e un cambio di team in corsa, ma alla fine l’attesa è stata ripagata. A ben 18 anni dall’ultimo capitolo della saga Prime, oggi 8 febbraio 2026 arriva una novità. Samus Aran torna a indossare la Tuta Energia in Metroid Prime 4: Beyond. Il titolo ha l’onere e l’onore di traghettare i fan dalla classica Nintendo Switch alla nuovissima Switch 2.
L’incipit narrativo ci getta subito nell’azione. Durante uno scontro con la nemesi Sylux, Samus viene teletrasportata sul pianeta alieno Viewros. Qui, tra le vestigia della civiltà perduta dei Lamorn, la cacciatrice di taglie dovrà interagire con “echi” di ricordi passati e recuperare antiche chiavi per fuggire. Il gameplay mantiene la solida struttura da sparatutto in prima persona (FPA). Al contempo, Metroid Prime 4: Beyond si arricchisce di nuove meccaniche. Infatti oltre al classico braccio cannone potenziabile e all’immancabile Morfosfera, Samus acquisisce poteri mentali dai Lamorn. Queste abilità permettono di risolvere puzzle ambientali e persino di controllare psichicamente la traiettoria dei proiettili. Il sistema di controllo su Switch 2 brilla particolarmente, offrendo la possibilità di mirare puntando i Joy-Con verso lo schermo, sebbene sia sempre presente l’opzione classica.
Non tutto, però, è perfetto in Metroid. Se le diverse zone tematiche (dalle rovine ghiacciate alle fonderie di lava) sono affascinanti, la struttura del mondo di gioco presta il fianco a qualche critica. L’enorme area centrale che collega i vari biomi è descritta come una “distesa vuota”, un’occasione mancata per trasformare il titolo in un vero open world. Inoltre, l’esperienza risulta più lineare rispetto ai canoni del Metroidvania puro, con un backtracking (il ritorno sui propri passi) meno marcato del solito.
Tuttavia, Metroid Prime 4: Beyond si conferma un’avventura solida e appagante da circa 20 ore. Su Switch 2 il colpo d’occhio è notevole grazie alla potenza extra, ma il titolo si difende egregiamente anche sull’hardware della prima Switch. La presenza di alleati (logorroici, in contrasto con il mutismo di Samus) aggiunge un tocco inedito alla narrazione. Nintendo ha vinto la scommessa: il ritorno di Samus non è solo un’operazione nostalgia, ma un ponte solido tra due generazioni di console.
