Pensioni a quota 100, scommessa, lotteria o tutte e due?

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E’ di ieri 17 gennaio la notizia che il governo ha aperto la possibilità di andare in pensione per centinaia di migliaia di persone. E con questo è entrata sempre più nel settore del gioco. Perché diciamo questo ? Perché ad oggi la decisione presa è:

  1. una scommessa. Ovvero per buona parte dei richiedenti (tutti quelli che non hanno versato contributi equivalenti a quanto riceveranno, che sono ancora tanti) i contributi dovrebbero essere pagati da una crescita del numero dei contribuenti attuali,  di quelli che non sono ancora in pensione. E da un aspettativa di vita che non cambia significativamente. E anche se lo sembra più la seconda, è la prima scommessa quella più azzardata, quella che se quotata verrebbe data a 5 o valori molto alti. Anche perché nel lungo termine non si può sempre crescere ma questo non lo dice nessuno. Se anche rimanessimo gli stessi su questo pianeta, solo il portare elettricità e cibo a sufficienza per tutti sarebbe già troppo per le nostre risorse naturali. ….
  2. una lotteria. Una quota di cittadini ha vinto una pensione che non era prevista e per la quale magari non aveva neanche versato i contributi. Il suo numero è stato estratto ed è davvero numericamente implausibile che le estrazioni continueranno.  Più o meno di tratta di una quaterna al Lotto, in termini di vincita (120.000 volte la posta). O tecnicamente un winforlife, che da una rendita fissa di 3000 per 20 anni (ma ben poche pensioni arrivano a 3000 euro; possiamo continuare a giocarlo come integrativa). La legge Fornero nella sua brutalità è l’unica strada possibile, a meno che , pur di andare in pensione prima, non ci si accontenti di cifre molto piccole.  Ma il rischio che lo sarebbero cosi tanto da ricadere nel meccanismo della pensione minima (e quindi di dover essere integrate dai contribuenti) è sempre piu alto. Le pensioni dei nostri padri erano state concepite in un mondo con aspettativa di vita sotto i 70 anni (nel 1960 stavamo a 69 ). Oggi siamo prossimi agli 85. 15 anni di più. Ma noi non andiamo in pensione 15 anni più tardi ……e quindi o prendiamo di meno , o versiamo di più….o paga qualcun altro. Che poi lo si faccia a debito o con un aumento delle tasse in realtà non cambia tantissimo, sempre la collettività ora e futura paga…
Informazioni su alex frisano 537 Articoli
Dopo aver frequentato la Scuola Superiore di Giornalismo, ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo del giornalismo proprio su giochi24notizie. E' appassionato di informatica, calcio e musica.

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