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Razzo cinese poteva cadere sull’Italia, i danni – allerta nel Mezzogiorno

Per la seconda volta in due anni, un razzo cinese piomba fuori dal territorio del celeste impero.

Per fortuna non si tratta di dispositivi militari, ma di tentativi andati male di sviluppare un lanciatore spaziale nazionale da parte di Pechino.

L’avvertimento alla popolazione italiana era stato lanciato dalla protezione civile, che aveva consigliato agli abitanti di 10 regioni centromeridionali di rimanere in casa stanotte. I danni del razzo cinese per fortuna sono stati contenuti, e nessun frammento di grosse dimensioni è caduto in Italia, come si temeva.

Alcuni detriti potrebbero tuttavia essere segnalati nelle prossime ore. Non tutte le 20 tonnellate di detriti del modulo spaziali infatti si sono disintegrate per l’ablazione, il denso attrito dell’aria ad alte velocità che vaporizza la maggioranza dei materiali che altrimenti si abbatterebbero sulla terra.

L’avventura spaziale cinese ha alle spalle un buon numero di fallimenti, alcuni dei quali hanno provocato peraltro danni collaterali anche ingenti. Un razzo eguale a quello precipitato oggi in Italia cadde solo due anni fa in Costa d’Avorio, determinando gravi distruzioni in alcuni villaggi africani.

Ancora, nel 1996 il predecessore dell’attuale modulo spaziale 5B, il 3B, si abbatté su un villaggio cinese poco dopo il lancio cagionando morti in numero mai precisato dal governo di Pechino.

Le preoccupazioni per l’Italia questa volta sono state indotte dalla circostanza che la caduta totalmente incontrollata del missile aveva reso impossibile effettuare previsioni accurate sia sull’area di caduta che sugli effetti dell’attrito atmosferico.

Il programma spaziale cinese andrà sicuramente avanti, ed i vettori Lunga Marcia sono pronti a solcare ancora il cielo.

L’augurio che si può formulare è che in futuro i progettisti dei razzi cinesi tengano in conto i danni collaterali che potrebbero causare, ed adottino di conseguenza opportune precauzioni onde evitare spiacevoli paure.

La mancanza di un’adeguata esperienza degli ingegneri aerospaziali cinesi è testimoniata altresì dal mancato coinvolgimento della agenzia nazionale cinese per lo spazio nell’ambizioso progetto costruttivo di una stazione suborbitale lunare e nei progetti della stazione spaziale internazionale.

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