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Tassa UE sul gioco online? Gli eurodeputati interrogano la Commissione

Oggi, 11 giugno 2026, il dibattito sulle politiche fiscali all’interno dell’Unione Europea si accende intorno al settore del gioco pubblico. Un gruppo di eurodeputati conservatori ha presentato un’interrogazione formale a risposta scritta alla Commissione europea per contestare la legittimità e l’opportunità economica di introdurre una nuova tassa comunitaria sul gioco online. L’iniziativa, promossa dai parlamentari svedesi Dick Erixon, Charlie Weimers e Beatrice Timgren, membri del gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei (ECR), punta a fare chiarezza su un progetto che rischia di sovrapporsi alle competenze fiscali esclusive dei singoli Stati membri, sollevando forti dubbi tra gli operatori della filiera del gioco legale.

Le richieste del Parlamento e i nodi della concorrenza fiscale in Europa

Il cuore della contestazione affonda le sue radici nella risoluzione del Parlamento europeo adottata lo scorso 28 aprile 2026, nell’ambito delle discussioni sul Quadro Finanziario Pluriennale per il periodo 2028-2034. In quell’occasione, l’aula ha chiesto ufficialmente di valutare l’istituzione di una “risorsa propria” dell’Unione basata proprio sulla tassazione dei servizi di gioco d’azzardo online, una misura che si affiancherebbe alle ipotesi di prelievo sulle attività cripto e sui servizi digitali. Secondo le prime stime circolate nei corridoi di Bruxelles, l’applicazione di un’aliquota del 3% sui ricavi netti degli operatori di gioco online potrebbe garantire un gettito di circa 1,9 miliardi di euro all’anno. Risorse che, nelle intenzioni dei sostenitori, servirebbero a finanziare progetti comuni, riducendo la dipendenza dell’UE dai contributi diretti dei singoli governi.

Nell’interrogazione intitolata “Gioco d’azzardo online: una nuova tassa Ue su una competenza nazionale?”, il gruppo ECR solleva tuttavia tre pesanti interrogativi di natura giuridica ed economica. I deputati ricordano che il settore del gioco d’azzardo è storicamente escluso dalla Direttiva sui servizi. Inoltre, viene rammentato che nel 2017 la Commissione europea scelse di archiviare tutte le procedure d’infrazione aperte nel comparto del gioco gambling online, riconoscendo la piena legittimità dei modelli regolatori nazionali per contrastare la ludopatia e le frodi. Erixon, Weimers e Timgren chiedono quindi all’esecutivo UE di spiegare su quali basi legali un prelievo europeo sia compatibile con i principi di sussidiarietà e di attribuzione delle competenze. Gli esponenti del centro-destra interrogano infine la Commissione sui reali benefici di tale imposta per i cittadini e sui costi economici derivanti dall’annullamento della concorrenza fiscale tra gli Stati che l’armonizzazione coatta delle aliquote sul gioco online comporterebbe.

Andrea

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