Ultime Notizie

Rust dichiara guerra ai cheater: blindati i server di gioco

Rust

La sopravvivenza in Rust è già brutale di per sé, tra fame, radiazioni e raid nemici, ma diventa impossibile quando ci si scontra con chi non rispetta le regole. Dopo anni di battaglie contro una community di bari sempre più sofisticata, Facepunch Studios ha deciso di calare l’asso. Oggi 2 febbbraio 2026 l’azienda ha proceduto introducendo requisiti di sicurezza a livello hardware che promettono di cambiare radicalmente l’accesso al gioco.

L’annuncio arriva direttamente da Alistair McFarlane, COO della software house. A partire dal mese di marzo, verrà introdotto un nuovo livello di protezione basato su due tecnologie ben note in ambito informatico: il Secure Boot e il Trusted Platform Module (TPM) 2.0. Inizialmente, questa funzionalità sarà un’opzione a discrezione dei proprietari dei server, che potranno decidere di impedire l’accesso ai giocatori che non hanno queste funzioni attive sul proprio PC. Si tratta di una barriera tecnica molto più difficile da aggirare per i software di cheating rispetto ai tradizionali sistemi software.

L’approccio sarà comunque graduale per non tagliare fuori immediatamente chi possiede macchine più datate. “Sappiamo che non tutti dispongono di hardware che supporti queste tecnologie, ed è per questo che inizialmente stiamo adottando un approccio intermedio”, ha spiegato McFarlane. Tuttavia, il destino sembra segnato: Facepunch analizzerà le metriche nei prossimi mesi con l’obiettivo dichiarato di rendere questi requisiti obbligatori su tutti i server in futuro. “I tassi di adozione sono ormai significativamente alti e stanno diventando lo standard nei giochi multiplayer competitivi”, ha concluso il COO. Per i giocatori onesti, potrebbe essere finalmente l’alba di un’era più equa; per i cheater, la vita su Rust sta per farsi molto più dura.

Articoli Simili

Articoli Recenti