Il mercato delle lotterie in Spagna, assai florido sotto natale ma prospero anche il resto dell’anno, si flette per la prima volta da anni in negativo. Jon Urkiola, presidente dell’associazione dei venditori Dedit, ha lanciato oggi 24 aprile 2026 un forte allarme davanti al Senato spagnolo. La situazione è stata definita critica per un comparto vitale che conta oltre diecimila punti vendita, offre lavoro a diciottomila persone e muove un giro d’affari annuo di ben dieci miliardi di euro. Il presente e il futuro di queste migliaia di piccole imprese sono messi seriamente a rischio da una serie di problemi strutturali.
Il primo grande ostacolo alla sopravvivenza del settore riguarda l’aspetto economico. Il prezzo dei biglietti della lotteria è infatti rimasto congelato dal lontano 2002. Nel frattempo, l’inflazione e i costi aziendali sono aumentati a dismisura, causando una drammatica perdita di redditività per le attività tradizionali. A questo grave problema si aggiunge la delicata sfida della digitalizzazione. La vendita su internet rappresenta oggi una fetta fondamentale del fatturato, ma opera in un vuoto normativo preoccupante. Non esistono regole chiare che disciplinino la commercializzazione online, limitando pesantemente l’adattamento delle imprese.
La paura più grande per i commercianti di Lotterie di Spagna è però legata a Selae, l’ente pubblico che gestisce la lotteria nazionale. I venditori temono che questo organismo voglia accentrare l’intero mercato digitale sul proprio sito ufficiale, escludendo totalmente i negozi fisici e tagliando le loro commissioni. Per contrastare questa deriva monopolistica, le associazioni di categoria hanno presentato una proposta di supervisione del gioco online tramite un ente terzo e imparziale. Queste sono, insomma, le posizioni dei commercianti fisici: anche i venditori di riffe e lotterie online, sicuramente, avranno però da dire la loro, probabilmente difendendo il loro comparto e le loro linee imprenditoriali.







