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Mozione alla Camera sul riordino del gioco d’azzardo fisico

Casinò Gioco

Lunedì 11 maggio 2026, a Montecitorio è avvenuta la presentazione di una mozione da parte di diversi esponenti del Partito Democratico alla Camera dei Deputati. L’atto chiede al Governo di dare attuazione al riordino della rete fisica dei giochi pubblici. Secondo i firmatari, è necessario un coinvolgimento diretto di istituzioni, imprese e terzo settore per superare lo stallo attuale. Ad oggi, molte concessioni operano ancora in regime di proroga mentre la raccolta complessiva ha raggiunto nel 2025 la cifra record di 164,6 miliardi di euro

La mozione propone una strategia articolata che punta innanzitutto alla riduzione progressiva dell’offerta sul territorio. Il focus è in particolare sugli apparecchi Awp e Vlt, che devono sottostare a rigorosi indicatori demografici e di rischio criminale. Si sollecita l’esecutivo a definire criteri nazionali uniformi per quanto riguarda le distanze dai luoghi sensibili e gli orari di apertura. Per rafforzare la tutela dei consumatori, si invocano limiti più stringenti, sistemi obbligatori di certificazione dell’identità e strumenti di autoesclusione più efficaci.

Un punto particolarmente critico del documento riguarda il finanziamento delle attività di contrasto alla ludopatia e la trasparenza dei dati. I deputati denunciano la cancellazione dell’Osservatorio e del Fondo dedicato al contrasto del Gioco d’Azzardo Patologico (Gap). Ciò comportato una riduzione delle risorse di circa 18 milioni di euro. Inoltre i deputati segnalano una preoccupante restrizione nell’accesso ai dati sulla spesa a seguito di un regolamento dell’ADM del 2025.

Sul fronte della legalità, il PD chiede che le norme antimafia siano estese indistintamente a tutti i partecipanti ai bandi di gara, rafforzando i controlli su concessionari e fornitori per evitare che il settore diventi un terreno fertile per le infiltrazioni della criminalità organizzata. La politica fiscale, infine, dovrebbe essere orientata a ridurre gradualmente la dipendenza del bilancio pubblico dalle entrate derivanti dal gioco, garantendo al contempo una trasparenza totale su ogni aspetto della raccolta autorizzata dallo Stato.

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