La Commissione della Concorrenza (COMCO) ha aperto oggi 26 maggio 2026 due inchieste formali legate alla gestione delle campagne pubblicitarie sui principali motori di ricerca. Le indagini mirano a fare luce sulle strategie promozionali di due specifici comparti economici: da un lato tre importanti società attive nella vendita di pacchetti turistici in Svizzera, dall’altro la quasi totalità delle piattaforme di casinò online operanti nella Confederazione.
Il fulcro dell’indagine riguarda il cosiddetto keyword bidding, una pratica commerciale standard che consente alle aziende di fare offerte monetarie su determinate parole chiave per posizionare i propri annunci in cima ai risultati di ricerca degli utenti. Secondo le prime informazioni emerse, giunte all’autorità di vigilanza tramite lo strumento delle autodenunce, diverse imprese si sarebbero accordate segretamente per azzerare la concorrenza diretta sul web. Il patto illecito prevedeva la rinuncia reciproca a effettuare offerte sulle parole chiave legate ai marchi dei diretti rivali.
Questo meccanismo di coordinamento avrebbe alterato artificialmente la visibilità delle offerte su internet. La pratica avrebbe operato sia riguardo ai casinò online della Svizzera, che per alcune compagnie di viaggi. I tecnici della COMCO hanno evidenziato che una simile condotta configura un potenziale accordo cartellistico, con pesanti ripercussioni negative sia per il mercato sia per i consumatori finali. La manipolazione dei risultati di ricerca avrebbe infatti ostacolato la trasparenza, rendendo decisamente più complesso per gli utenti il confronto oggettivo tra le diverse opzioni e tariffe disponibili online. Per tutte le società coinvolte nei due procedimenti amministrativi si applica rigorosamente il principio della presunzione d’innocenza fino al completamento degli accertamenti







