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Perché il videogioco dell’Odissea di Nolan è una delusione

Odissea Nolan

Oggi, 14 luglio 2026, il caso dell’Odissea di Nolan sta facendo molto discutere le community di Steam, ma non per i motivi legati alla qualità di una produzione tripla A. Chi si aspettava un capolavoro interattivo fantascientifico o un adattamento cinematografico ambizioso si è scontrato con una realtà ben diversa e decisamente più cinica.  Quando si uniscono nomi altisonanti del cinema e marketing videoludico, l’hype può fare brutti scherzi e creare enormi malintesi.

Un’operazione Commerciale, non una trasposizione

Le speranze di trovarsi di fronte a un’avventura narrativa profonda sono svanite non appena si sono diffusi i dati di affluenza dei server di Steam. L’Odissea di Nolan, infatti, si sta rivelando una delle delusioni più cocenti dell’estate proprio per via della sua natura puramente promozionale e priva di reale sostanza ludica. I dati della piattaforma Valve evidenziano un picco di utenti contemporanei bassissimo, che a malapena supera le pochissime decine di unità nei momenti di massimo traffico.

Il flop di pubblico totale che svela la vera natura del progetto: un’operazione di facciata, priva di un reale supporto da parte dei produttori e pensata unicamente per sfruttare la scia del brand e attirare click facili sullo store digitale. Così recensioni degli utenti, che oscillano tra il “misto” e il “maggiormente negativo”, non lasciano spazio a dubbi. Chi ha  scaricato ad oggi il videogioco dell’Odissea di Nolan si è trovato tra le mani un’esperienza spoglia, priva di contenuti reali e ridotta ai minimi termini sul piano dell’interazione. Molti appassionati su Steam hanno etichettato l’opera come un guscio vuoto, un “asset flip” tirato su in fretta e furia per scopi pubblicitari.

Al contempo, rimane ampia la hype attorno al film in arrivo dopodomani nelle sale. Per la pellicola si prospettano incassi strabilianti, sebbene in Italia molti abbiano storto il naso di fronte alle sviste storiche o narrative. Le armature e gli elmi dei soldati non corrispondono a quelli del periodo miceneo descritto da Omero. Antinoo, interpretato da Robert Pattinson, è stato criticato per via di un abbigliamento in pelle anacronistico. Infine, Ha fatto molto discutere la scelta di Lupita Nyong’o come Elena di Troia (definita nei poemi dalle “bianche braccia”).

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