Oggi, 22 luglio 2026, si riapre un giallo che ha dell’incredibile nel mondo della lotteria SuperEnalotto e che sta tenendo con il fiato sospeso la città di Bari. L’ufficio premi di Sisal ha lanciato un avviso ufficiale per ricordare che mancano ormai pochissimi giorni al termine ultimo per riscuotere una vincita straordinaria da ben 596mila euro, ottenuta lo scorso 14 maggio con una semplice giocata da soli due euro. Il fortunato biglietto, che è risultato essere l’unico “5+1″di quell’estrazione, risulta convalidato presso la tabaccheria Iannone nel quartiere Libertà. Nonostante le celebrazioni iniziali dei titolari del punto vendita, il misterioso vincitore non si è ancora presentato per incassare il bottino, lasciando il premio sospeso in un limbo finanziario che ha dell’incredibile.
Il conto alla rovescia Per ritirare il Premio
Il regolamento del SuperEnalotto parla chiaro e impone tempistiche estremamente rigide per il recupero delle somme vinte. Il termine ultimo per presentare la schedina vincente è fissato inderogabilmente a novanta giorni dal giorno successivo alla pubblicazione del bollettino ufficiale, il che fissa la data di scadenza finale al prossimo 12 agosto. Qualora il tagliando con la combinazione vincente non dovesse pervenire alle strutture apposite entro quel limite temporale, l’intero importo sarà perso dal giocatore e volerà nelle casse dell’Erario. Così prevede la normativa vigente sulle vincite non reclamate.
La notizia ha colto di sorpresa gli stessi gestori della tabaccheria barese, increduli di fronte alla possibilità che una cifra simile possa andare perduta per una semplice sbadataggine. La natura del punto vendita, situato in una zona di forte passaggio e frequentato quotidianamente da clienti occasionali, lavoratori fuori sede e turisti stranieri, rende pressoché impossibile risalire all’identità del titolare del biglietto. L’ipotesi più probabile resta quella di un acquirente di passaggio che ha riposto la schedina in un portafoglio senza mai controllare l’esito dell’estrazione, oppure di un viaggiatore tornato in patria senza conoscere le procedure di riscossione. Con il calendario che avanza inesorabile verso la metà di agosto, le speranze sono tutte riposte nella possibilità che questo sollecito pubblico riesca a raggiungere in tempo il fortunato e distrutto possessore del tagliando.






