Il conto alla rovescia per GTA VI, il titolo più atteso della storia dei videogiochi ha preso una piega del tutto inaspettata. Oggi 26 agosto 2026, la community internazionale è in subbuglio a causa di un gruppo di hacker noto come Cyberleek, finito al centro dell’attenzione globale per essere entrato in possesso di una presunta copia di lavoro e build giocabile di GTA VI. Ma cosa sappiamo realmente su questa colossale fuga di notizie che sta tenendo col fiato sospeso milioni di appassionati e facendo crollare in borsa il titolo di Take-Two?
La verità dietro il leak di GTA VI: protesta o trovata commerciale?
Il gruppo ha iniziato a pubblicare filmati di gameplay inediti di GTA VI, porzioni della mappa di Leonida, schermate dell’interfaccia e video in-game (come sequenze con Jason e ambientazioni di Vice City) non per semplice vandalismo informatico, bensì sventolando la bandiera della protesta contro la scelta di Rockstar di puntare a un formato quasi del tutto digitale. La polemica principale mossa dai leaker riguarda l’assenza di veri e propri dischi fisici nelle edizioni tradizionali – sostituite da semplici codici di download all’interno delle confezioni – e la gestione dei pre-ordini digitali. Tuttavia, le indagini di sicurezza e le analisi di digital forensics sulla vicenda hanno gettato un’ombra ben diversa sulle reali motivazioni degli hacker:
- Il fattore economico: Dietro la facciata della “difesa dei diritti dei consumatori”, è emerso che il gruppo sfrutta la risonanza mediatica del marchio per spingere una criptovaluta meme associata al proprio portale, generando ingenti profitti giornalieri tramite le commissioni di scambio.
- La minaccia del build completo: Cyberleek sostiene di possedere copie del codice distribuite su server globali impossibili da oscurare da parte di Take-Two, minacciando di diffondere la campagna e il finale di gioco prima del lancio ufficiale.
- Il pericolo delle truffe: Sfruttando l’hype collettivo, diversi malintenzionati online stanno diffondendo falsi file di installazione spacciati per la versione PC del gioco (non ancora annunciata ufficialmente), che in realtà celano pericolosi malware e virus.







