La tranquillità della provincia di Lecco è stata si infrange a La Valletta Brianza, oggi 12 settembre 2026, su una pioggia di milioni. Nel concorso del SuperEnalotto di venerdì, la dea bendata ha scelto proprio questo comune del lecchese per distribuire il primo Jackpot dell’anno, un montepremi astronomico da ben 223.173.416,83 euro. La combinazione magica che ha cambiato per sempre il volto e la storia della sestina — composta dai numeri 8, 13, 16, 52, 64 e 70, con il numero Jolly 17 e il Superstar 21 — è stata centrata grazie a una schedina del costo di appena 5 euro, acquistata all’interno del punto vendita Sisal “Al Chicherin”, situato in via Milano 36.
Si tratta non solo della prima vincita di massimo livello di questo 2026, ma anche della seconda più alta in assoluto nella storia del gioco SuperEnalotto e del primato mondiale attuale per montepremi assegnato. L’incredibile notizia, rimbalzata rapidamente su tutti i media nazionali, ha colto di sorpresa il titolare dell’esercizio commerciale, situato all’interno di una struttura di vendita al dettaglio, trasformando una normale mattinata di settembre in un evento storico per l’intera comunità locale e facendo scattare la caccia al neo-miliardario fantasma.
Un viaggio alla scoperta de La Valletta Brianza:
Ma qual è il volto del comune baciato da questa fortuna sfacciata? La Valletta Brianza non è una cittadina dal passato antico e radicato sotto questa specifica denominazione, bensì un centro relativamente giovane. Il comune è infatti nato ufficialmente il 1° gennaio 2015 in seguito alla fusione amministrativa tra le precedenti realtà di Perego e Rovagnate, un’unione pensata per ottimizzare le risorse territoriali e valorizzare al meglio le peculiarità del paesaggio collinare circostante. Situato nel cuore della provincia di Lecco e forte di una popolazione che si attesta attorno ai 4.600 residenti, il territorio si estende per circa 8,78 chilometri quadrati in un contesto naturalistico e paesaggistico di grande fascino.
La zona è profondamente caratterizzata da dolci rilievi morenici, boschi rigogliosi, sentieri immersi nel verde e cascine storiche che testimoniano la vocazione agricola e rurale di un tempo, pur trovandosi a breve distanza dai grandi poli produttivi e industriali della Brianza lombarda. Tra architetture religiose di pregio, ville patrizie nascoste tra gli alberi e una spiccata vivacità associativa, questo piccolo borgo brianzolo offre una qualità della vita a misura d’uomo, fatta di ritmi pacati e tradizioni locali ben salde. Oggi, grazie a quel biglietto da 5 euro staccato tra gli scaffali del supermercato locale, questo angolo operoso e riservato della Brianza lecchese è uscito dall’anonimato geografico, diventando d’improvviso l’epicentro finanziario e mediatico del Paese.






