Il mercato dei videogiochi in India ha tagliato un traguardo storico, registrando nel 2025 ricavi pari a 1,04 miliardi di dollari e segnando una crescita del 14,8% rispetto all’anno precedente. Lo scopriamo oggi 15 agosto 2026 da un report di Niko Partners, secondo cui la spinta propulsiva continuerà a sostenere l’industria fino a sfiorare 1,2 miliardi nel 2026 e a raggiungere quota 1,77 miliardi entro il 2030. Il tasso di crescita annuale sarà pari all’11,2%.
L’India si conferma così il mercato videoludico in più rapida ascesa a livello globale, trainato da una base di utenti sterminata che nel 2025 ha toccato quota 511 milioni di giocatori, con proiezioni superiori ai 550 milioni per quest’anno e oltre 700 milioni previsti per la fine del decennio. Sebbene la monetizzazione rimanga in una fase iniziale, con un ritorno per utente che passerà da 2,04 a 2,52 dollari, la combinazione tra volumi immensi e una crescente propensione alla spesa rende il Paese un territorio estremamente strategico per i publisher internazionali.
Evoluzione dei generi, piattaforme UGC e il nodo dell’Intelligenza Artificiale
La crescita economica e la diffusione capillare degli smartphone continuano a pilotare il successo dei giochi per dispositivi mobili, sebbene il panorama stia evolvendo rapidamente verso una maggiore diversificazione. Accanto ai tradizionali titoli battle royale e casual, che continuano a dominare la scena, si registra un interesse crescente per generi differenti su mobile, PC e console, accompagnato dal boom delle piattaforme di contenuti generati dagli utenti come Roblox e Minecraft, particolarmente amate dai giovani nativi digitali.
Parallelamente, il sistema dei pagamenti digitali UPI domina incontrastato con l’84,6% delle preferenze nelle transazioni di gioco, mentre la partecipazione femminile ha raggiunto il 49% del totale dei giocatori. Sul fronte tecnologico, l’indagine evidenzia un mutamento di prospettiva nei confronti dell’Intelligenza Artificiale generativa. i consumatori di gaming dell’India si mostrano infatti più cauti e critici rispetto al passato, condizionati da timori legati all’impatto occupazionale ed economico della tecnologia. Questa sensibilità impone agli sviluppatori di bilanciare l’innovazione con una rigorosa trasparenza, consolidando la fiducia di una community sempre più matura e diversificata.







