Sembrava la tempesta perfetta quella che si è abbattuta sul casinò di Montecarlo. L’inserimento del principato nella “lista grigia” del GAFI (Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale) e l’imposizione di norme antiriciclaggio draconiane avrebbero dovuto affossare il settore del gioco d’azzardo. Invece, contro ogni previsione, i Casinò della Société des Bains de Mer (SBM) stanno vivendo una rinascita inaspettata, macinando risultati che il governo stesso definisce “spettacolari”.
Il tema è stato al centro di un acceso dibattito durante la sessione di bilancio del Principato del 27 gennaio 2026. I numeri, per ora, danno ragione all’ottimismo. Lo Stato incassa una quota fissa del 17% sui profitti di gioco del Casinò di Montecarlo. Il Ministro delle Finanze, Pierre-André Chiappori, ha confermato che i report degli ultimi mesi mostrano una crescita vertiginosa. “I giochi a Monaco sono oggi i più puliti al mondo, forse più che ovunque altrove”, ha dichiarato il ministro, definendo le nuove e rigidissime procedure di compliance un “handicap benvenuto”. Sebbene queste regole rappresentino un ostacolo operativo, sono considerate essenziali per blindare la reputazione di Montecarlo in un momento delicato a livello internazionale.
Tuttavia, non tutti vedono di buon occhio l’estrema rigidità delle nuove norme. Thomas Brezzo, presidente del Consiglio Nazionale, ha sollevato dubbi sull’eccessiva burocrazia imposta. Egli ha puntato il dito contro consulenze esterne che avrebbero reso l’esperienza di gioco quasi frustrante. “Le restrizioni sono respingenti: bisogna mostrare le credenziali anche solo per prelevare denaro al bancomat”, ha lamentato Brezzo. il presidente ha perfino sostenuto che il Principato stia lasciando sul tavolo potenziali guadagni ancora maggiori scoraggiando i giocatori con barriere all’ingresso. Tuttavia la posizione è minoritaria. La maggioranza è favorevole infatti alle norme antiriciiclaggio che come si vede non hanno pesato sui conti del casinò di Montecarlo.
Tra la soddisfazione per i conti in ordine e il timore di soffocare il divertimento, il settore sembra reggere grazie al “fattore umano”. Secondo Mikaël Palmaro, consigliere e croupier, il merito va alla professionalità dello staff e all’inventiva degli apportatori d’affari. Essi sono stati capaci di far “rinascere dalle ceneri” il gioco d’azzardo monegasco, trasformando un percorso a ostacoli burocratico in un successo economico.
