Una delle scelte stilistiche più discusse e divisive di Cyberpunk 2077 sembra destinata a tornare anche nell’attesissimo sequel, nome in codice “Orion”. Nonostante le richieste di una fetta di pubblico che vorrebbe ammirare il proprio personaggio in terza persona durante i dialoghi, CD Projekt RED pare intenzionata a mantenere la rotta sulla visuale in soggettiva pura.
A suggerirlo venerdì 30 gennaio 2026 è Igor Sarzynski, creative director del franchise. Lo sviluppatore ha affidata una riflessione al social BlueSky. Riguardando alcuni materiali di sviluppo dell’espansione Phantom Liberty, il director ha ammesso il fascino delle inquadrature cinematografiche classiche, definendole “estremamente piacevoli” da costruire per la loro spettacolarità visiva. Tuttavia, la sua conclusione è stata netta: “Alla fine credo che valga di più la nostra immersione senza interruzioni”.
Parole che suonano come una dichiarazione d’intenti per il futuro. La continuità visiva, senza stacchi di montaggio che portano la telecamera fuori dagli occhi del protagonista, è stata il marchio di fabbrica del primo capitolo. Sebbene all’epoca la decisione avesse sollevato polemiche – rendendo di fatto invisibile il personaggio creato con un editor dettagliatissimo, se non guardandosi allo specchio – ha garantito un’intensità narrativa unica. Mentre gli analisti prevedono costi di produzione faraonici per Cyberpunk 2, la filosofia di design sembra ormai scolpita: vivere la prossima Night City significherà, molto probabilmente, guardarla ancora esclusivamente dall’interno.
