Oggi, 30 luglio 2026, farà discutere quanto affermato ieri dal presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giovanni Malagò. Durante un’importante audizione presso la settima Commissione del Senato, il dirigente ha avanzato una insolita proposta. Il vertice federale ha analizzato le criticità finanziarie del settore e i possibili rimedi legislativi contenuti nel disegno di legge in discussione, evidenziando come l’attuale contributo economico garantito dal movimento calcistico allo Stato superi di gran lunga il ritorno finanziario ottenuto dalle istituzioni pubbliche.
Il 2% dei ricavi delle Scommesse alla FIGC?
Tra le proposte di maggior rilievo avanzate da Malagò figura la destinazione diretta a favore del calcio di una quota pari al 2% dei ricavi complessivi generati dalle scommesse sportive. Secondo il dirigente, un simile intervento garantirebbe stabilità contabile all’intero movimento e permetterebbe di ammortizzare la fisiologica flessione nei proventi derivanti dai diritti televisivi per la massima serie in vista del prossimo bando d’assegnazione. Parallelamente, il presidente federale ha ribadito il proprio sostegno alla proposta di destinare quasi per intero al sistema calcistico e ai settori giovanili i proventi derivanti dalle sanzioni comminate per la pirateria audiovisiva, sottolineando come la mancanza di un’applicazione rigorosa delle penali stia ancora penalizzando fortemente gli investitori e le emittenti del settore.
L’audizione ha toccato anche il delicato tema delle ingerenze legislative nell’autonomia sportiva, con particolare riferimento alla necessità di rivedere il vincolo sportivo e alla riduzione del numero di club professionistici attualmente in organico. Malagò si è espresso contrariamente all’introduzione di obblighi per legge riguardanti l’impiego dei giovani nei campionati Primavera o nelle formazioni under 23, sostenendo come sia preferibile utilizzare sistemi premiali ed incentivi anziché imposizioni normative. Con questa mossa, la federazione punta ad avviare un dialogo costruttivo con il Parlamento per adeguare il quadro normativo e assicurare nuove risorse da destinare alla crescita dei talenti e alle strutture di base.







