Giochi social e giochi d’azzardo: nascondersi dietro le parole

Social e azzrdo

In questo mese di gennaio 2018 i giochi social sono primi su Google sia su Bingo che su Casino. La nuova norma sulla pubblicità ha come sappiamo proibito la pubblicità del gioco ovunque e comunque.  Abbiamo già detto in altre occasioni come esagerando e semplificando si ottenga spesso l’effetto opposto (se c’era davvero la volontà di diminuire il gioco). Uno degli aspetti è infatti che non si sono fatte eccezioni per le ricerche spontanee (cioè se sono io stesso a digitare bingo online su Google).  Tra i vari effetti di questo, uno è che i primi a comparire sono i cosiddetti “bingo social” o “casino social” in cui non si giocano soldi veri (e non vi sono quindi regole per evitare ludopatia e danni, gioco responsabile, etc). Li fanno delle società di beneficenza? Improbabile. In realtà per avere speranze di vincita bisogna comprare tanti piccoli “upgrade”, come il marcatore delle vincite, numeri premio, o altro. Il risultato? Al casinò i giocatori sanno che perderanno poco (matematicamente siamo intorno al 3% nella roulette ad esempio ) ma che se vincono…..passano alla cassa. Lo stesso vale per il Bingo. E nel social? Niente di tutto questo. Puoi solo perdere. Tempo e denaro. Per vincere spendi, ma se vinci ….tanti complimenti e pacche sulla spalla.

Siamo contrari? No. Ognuno fa quello che gli pare col suo tempo. Se vuole chattare e giocare su un bingo social o vuole giocare a giochi ancora piu semplici in cui costruisce muri o altro (anche li con “upgrade”) o vuole giocare alla play (costosa davvero , ancora in modo diverso) va benissimo. E non crediamo sia peggio del tempo passato su molti dei libri in vendita, tristemente studiati a tavolino nelle trame e nel percorso emozionale come lo sono i videogiochi e come , per sua natura però, lo sono i 36 numeri della roulette o i 21 punti del blackjack. Maggiore stima per i libri di filosofia (peraltro spesso gratuiti visto che Kant e Schopenhauer non chiedono diritti d’autore) che però richiedono una partecipazione molto più attiva e impegnativa . 

Siamo invece contrari all’ipocrisia e al proibizionismo fatto male. Sappiamo cosa è giusto e cosa è sbagliato ? E allora via diamoci da fare. No pubblicità ai giochi social. No pubblicità a nessuna forma di alcolici. No pubblicità a vestiti e scarpe di marca (fatti sfruttando minori e vendendo un capo col logo a 10 volte il suo costo) che fanno piu danni al portafoglio delle nostre sale Bingo; e se poi guardiamo al tempo in cui vengono indossate hanno anche un costo orario più elevato. E via di seguito. Non è questa la strada. Lavoriamo sui messaggi, lavoriamo sui media. Se una persona digita roulette online si aspetta di trovare la nostra pubblicità. Corretta, senza messaggi truffaldino. E’ come se vai a Las Vegas, lo sai cosa trovi. Se invece guardo Piero Angela, probabilmente è corretto che nelle pause non voglio sentirmi vendere un Bingo. E magari neanche Vino. 

Informazioni su Paolo Di Feo 58 Articoli
Paolo Di Feo, laureato in economia con 110 e lode e MBA ha lavorato nelle telecomunicazioni prima di entrare nei giochi. In questo settore è stato consulente, direttore e proprietario sia in Italia sia all’estero. Scrive da tempo numerosi articoli e rilascia interviste ai giornali e alle TV nazionali sui temi del gioco di cui è profondo conoscitore.

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