I guadagni dello Stato dal gioco

Se guardiamo gli ultimissimi dati diffusi in questi giorni, ed in particolare il 9 gennaio dal Ministero dell’Economia e delle Finanze le entrate totali dal gioco, ovvero sia le imposte dirette che indirette, erano di oltre 13 miliardi di euro. Ma se andiamo a Dicembre e includiamo le altre tasse indotte (iva non deducibile delle società concessionarie, irpef e ilor, oneri di concessione e quant’altro non incluso) possiamo tranquillamente parlare di 20 miliardi versati spontaneamente e in qualche modo consapevolmente dai cittadini , con lotterie e apparecchi offline (non giochi da casinò ) a fare la maggior parte di questi incassi. E se lo proibissimo ? Da un punto di vista economico ricaveremmo valori inferiori, ma non nulli, se fossero spesi in altri beni comunque tassati o soggetti a Iva. Inferiori perché nessun bene è lontanamente tassato quanto il gioco e molte tasse potenziali vanno all’estero. Ovvero invece che 20 miliardi , magari ne ricaveremmo 5 o 10. Affrontabile ? Forse, discutibile, è una scelta sociale. Da un punto di vista statistico sicuramente il rapporto tra i danni teorici di alcuni (ludopatia) e costi è sfavorevole. Con i soldi si potrebbero curare da mali molto più reali molti più cittadini di quanti danni produca il gioco, comprando apparecchiature per ospedali, vaccini, e quant’altro. In piu i soldi sono probabilmente piu al sicuro che in banca, visto quello che sta succedendo.

Il discorso è però inutile perché da un punto di vista reale regaleremmo tuttavia in massima parte (come già stiamo facendo con le recenti misure proibizioniste della pubblicità, l’aumento della tassazione e una serie di limiti) soldi alla criminalità organizzata (in particolare sul fisico) o a operatori illegali. Per combattere i quali e i danni veri che questi fanno (sia di ludopatia, sia perché potrebbero reinvestire in altre attività illegali) spenderemmo probabilmente di più di quanto resterebbe nelle casse dello Stato. Saldo negativo e danni maggiori. Ma è un discorso complesso per i tempi di oggi, dove il messaggio vincente è quello più semplice e non quello più corretto….

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