Il banco perde? E’ un mito o è verità?

Dealer gioco truccato

Negli ultimi giorni c’e’ un gran parlare di giochi per effetto del Decreto Dignità che ha vietato la pubblicità. Si sente spesso dire “il banco vince sempre”: poi vediamo il casinò di campione chiudere e lo Stato che affida il gioco ai concessionari (perché non farlo lui, come faceva un tempo, se si guadagna sempre?).

Le risposte sono tre :

  1. Sì, se il gioco è a totalizzatore (ovvero si vince solo quanto gli altri hanno giocato). Il più redditizio è il Superenalotto (ma Eurojackpot o Vincicasa sono uguali) e, neanche a dirlo, se lo è “tenuto” lo Stato, che affida ai concessionari il ruolo di organizzatori e rivenditori ma prende la maggior parte dei guadagni (tolti i costi, 1 va ai concessionari/rivenditori e 9 allo Stato). Ci sono poi altri giochi, il più noto è il Bingo (vi ricordate che a natale si fanno i mucchietti coi soldi delle cartelle? Il banco, al massimo, perde le sue cartelle)
  2. Sì ma nel lungo termine: è abbastanza vero. Dipende ovviamente dalle dimensioni, dalla fortuna, dai giochi. Diciamo che ai casinò non è affatto infrequente perdere (noi siamo andati sotto non in singoli giorni ma in settimane e anche in mesi) anzi è l’essenza del gioco. Lo stesso vale per le scommesse (non quelle exchange).
  3. Sì se è bravo. Ci sono dei costi da sostenere: marketing, personale, informatica, tasse (molte, come i canoni di concessione, le paghi comunque, sia che si vinca o che si perda). Occorre fare i conti e alla fine del mese rientrare delle spese. Né più né meno che se vendessimo aperitivi e bibite gassate (per parlare di cosiddetti vizi…) Del resto, altrimenti, faremmo tutti i concessionari di gioco o i baristi/tabaccai. Invece aprono e chiudono come ogni attività.

E quando è che vince sempre? Facile, se non paga. Come può succedere se fate una grossa vincita su casinò illegali (non autorizzati). Attenzione perché dopo il “decreto dignità” finirci sopra è molto più facile. Sono di fatto avvantaggiati, possono fare pubblicità (andate voi a multare un sito a Curaçao…) e raccontare “fake news” (noi dobbiamo dire la verità: non possiamo dire che vi daremo bonus che non daremo). E infatti questi siti, il giorno del decreto, brindavano all’oscuramento pubblicitario dei siti legali, caso unico al mondo. Ma su questo tema torneremo, per far bene si è fatto male (lo Stato ci rimette anche i soldi delle tasse, oltre occupazione). Bastava essere più specifici. Se una persona cerca Lotto online, perché non deve trovare la pubblicità ad esempio di Giochi24 o Sisal (siti legali) e invece rischiare di finire su siti finti? L’importante è che non la trovi se cerca “aperitivi” (o forse è meglio, meno alcolici; noi siamo per la libertà di scelta)

Se vuoi approfondire il concetto di banco e totalizzatore consulta il nostro precedente articolo mentre se hai dubbi sulla casualità dei risultati del banco consulta quest’altro articolo.

Informazioni su Paolo Di Feo 54 Articoli
Paolo Di Feo, laureato in economia con 110 e lode e MBA ha lavorato nelle telecomunicazioni prima di entrare nei giochi. In questo settore è stato consulente, direttore e proprietario sia in Italia sia all’estero. Scrive da tempo numerosi articoli e rilascia interviste ai giornali e alle TV nazionali sui temi del gioco di cui è profondo conoscitore.

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