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Ippica e Ippodromi in crisi anche nel Regno Unito

Ippodromo di Varese

Oggi, 5 agosto 2026, l’ippica britannica — riconosciuta storicamente come la vera e propria culla mondiale delle corse di cavalli, nonché un settore economico strategico da miliardi di sterline legato a un imponente indotto di scommesse — affronta la sua più grave crisi istituzionale degli ultimi decenni. Il Jockey Club, lo storico ente fondato nel diciottesimo secolo che gestisce quindici tra i più prestigiosi impianti del Regno Unito, ha annunciato l’intenzione di abbandonare entro la fine dell’anno la Racecourse Association (RCA), l’organismo di categoria che rappresenta i cinquantanove ippodromi attivi nel Paese. Questa potenziale scissione, che segue a breve distanza lo storico addio dell’ippodromo di Ascot avvenuto nel maggio scorso, rischia di privare la RCA di luoghi simbolo della tradizione equestre globale come Aintree, sede del celebre Grand National, Cheltenham, tempio delle corse a ostacoli, Epsom, casa del Derby, e Newmarket, considerata la capitale mondiale dell’allevamento e dell’addestramento dei purosangue.

La crisi dell’ippica inglese

Alla base di questa rottura profonda guidata dall’amministratore delegato del Jockey Club, Jim Mullen, vi è l’inadeguatezza percepita della riforma di governance proposta dalla RCA per evitare ulteriori defezioni. La RCA ha proposto di superare il principio democratico “un ippodromo, un voto” in favore di un sistema rappresentativo diviso in quattro gruppi aziendali.  Tuttavia il Jockey Club ha bollata la misura come un palliativo incapace di sbloccare lo stallo politico.

Secondo le accuse, la RCA continuerebbe a bloccare riforme ritenute vitali per la sopravvivenza commerciale della disciplina ippica, tra cui la nomina di un consiglio di amministrazione del tutto indipendente per la British Horseracing Authority e una drastica revisione del calendario delle corse per renderlo più appetibile ai broadcaster internazionali. Il rischio concreto è che il settore si spacchi definitivamente tra i grandi ippodromi d’élite orientati alla qualità tecnica e alla sostenibilità a lungo termine e le strutture minori legate al modello dell’Arena Racing Company, focalizzato prevalentemente sull’alta frequenza di eventi per alimentare il mercato delle scommesse da remoto.

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