In questa domenica 12 aprile 2026, arrivano notizie decisamente amare dal panorama dello sviluppo indipendente europeo. Lo studio polacco The Farm 51, apprezzato in passato dal pubblico per titoli suggestivi come Get Even e il primo capitolo di Chernobylite, sta attraversando una crisi finanziaria profonda e drammatica. L’azienda ha infatti depositato formalmente i documenti per avviare la procedura di bancarotta presso le autorità locali lo scorso 2 aprile. La dirigenza ha tentato di gettare acqua sul fuoco, definendo questa mossa una semplice “formalità” imposta dalle rigide legislazioni polacche e mantenendo viva la speranza di poter evitare il tracollo aziendale definitivo.
Dietro le quinte, il team sta correndo ai ripari per cercare freneticamente nuovi partner finanziari. Le trattative attualmente in corso, qualora dovessero andare a buon fine, permetterebbero allo studio di saldare i debiti accumulati, ristrutturare l’organico e tentare di completare il loro ultimo e travagliato progetto. Le origini di questa voragine economica risalgono a circa un anno e mezzo fa, in concomitanza con il lancio in accesso anticipato di Chernobylite 2: Exclusion Zone. L’accoglienza da parte della community è stata purtroppo glaciale. Le vendite si sono rivelate nettamente al di sotto delle proiezioni, innescando una reazione a catena che ha già costretto l’azienda a tagliare dolorosamente quasi un terzo della propria forza lavoro.
Nonostante i numerosi aggiornamenti rilasciati nei mesi successivi al lancio per tentare di raddrizzare il tiro, Chernobylite non è mai riuscito a invertire la rotta. I numeri attuali riflettono una realtà impietosa: le statistiche di Steam registrano a malapena picchi giornalieri di trenta giocatori simultanei, con una media recensioni inesorabilmente bloccata sulla valutazione “Nella media”. Di fronte a un quadro economico così precario e al progressivo diradarsi delle patch correttive, il raggiungimento della fatidica versione 1.0 del gioco appare oggi come un miraggio difficile da concretizzare.





