Dopo 48 ore di feroci polemiche che hanno scosso il mondo del gaming francese ed europeo, Emmanuel Macron tenta oggi 8 febbraio 2026 di spegnere l’incendio. Il Presidente della Repubblica è intervenuto personalmente su X (ex Twitter) per chiarire la sua posizione sul presunto legame tra videogiochi e violenza giovanile, annunciando l’avvio di una “missione scientifica” per valutare l’impatto reale del medium sui minori.
La miccia si era accesa giovedì scorso durante un’intervista al media Brut. Rispondendo allo sfogo di un’insegnante preoccupata per alunni di 7-8 anni “alla deriva” su Fortnite, Macron aveva tracciato un collegamento diretto tra la violenza nella società e l’esposizione dei giovani a contenuti violenti sui social e nei videogiochi. Parole che hanno scatenato l’ira del settore: il Sindacato Nazionale dei Videogiochi (SNJV) ha definito inaccettabili questi “cortocircuiti cognitivi” nel 2026, lamentando una profonda ignoranza delle dinamiche dell’industria. Anche Epic Games è scesa in campo, ricordando l’esistenza del sistema PEGI e dei controlli parentali.
Nel suo tweet di chiarimento di sabato, Macron ha ribadito il suo storico sostegno all’industria. Tuttavia ha insistito sulla necessità di “guardare senza tabù” ai rischi per la salute pubblica. Sostenere un’industria non vieta di porsi una domanda semplice: quali sono gli effetti fisici e psichici sui più giovani?. Così ha scritto il Presidente, citando problemi alla vista e l’isolamento sociale.
La risposta arriverà da una commissione di esperti e dal Consiglio Nazionale del Digitale, che avranno due mesi di tempo per “guardare in faccia la realtà”. L’obiettivo è capire se sia necessario legiferare per limitare o addirittura vietare l’accesso a certi titoli ai minori di 15 anni, replicando il modello in discussione per i social network. “È troppo presto per dire se serva un divieto”, ha concluso Macron, dando appuntamento a maggio-giugno per le decisioni definitive. Il dibattito, però, resta apertissimo.
