Il braccio di ferro tra i colossi della tecnologia e il governo USA si arricchisce di un nuovo, clamoroso capitolo. In questo venerdì 6 marzo 2026, emerge la notizia che Nintendo of America ha deciso di trascinare in tribunale l’intero governo degli USA. La causa? Le pesantissime tariffe internazionali imposte dall’amministrazione di Donald Trump. Nonostante la Corte Suprema abbia recentemente annullato questi dazi lo scorso 20 febbraio, il Presidente ha già promesso una nuova stangata del 15% sulle importazioni globali. Una mossa che ha scatenato una vera e propria rivolta legale, spingendo oltre mille aziende e ventiquattro Stati a intentare cause contro quella che definiscono un’attuazione totalmente illegale delle manovre commerciali.
Per la casa di Kyoto, l’impatto di queste politiche è stato a dir poco traumatico, colpendo l’azienda proprio nel momento più critico e atteso del decennio: la preparazione al lancio di Nintendo Switch 2. L’incertezza generata dai dazi ha costretto il colosso nipponico a congelare e rimandare improvvisamente l’apertura dei preordini della nuova console per riorganizzare l’intera strategia. L’azienda ha mantenuto invariato il prezzo di lancio della piattaforma. Tuttavia i costi degli accessori hanno subito una sorte diversa. Qui i consumatori sono incorsi in inevitabili e fastidiosi. Un paradosso che stride fortemente con le recenti dichiarazioni della Casa Bianca, che continua imperterrita ad affermare come Trump sia “estremamente popolare tra i videogiocatori”.
L’obiettivo della titanica causa legale avviata da Nintendo è chiaro. La compagnia esige il rimborso totale, comprensivo di interessi, di tutti i dazi pagati a partire dal febbraio 2025. Secondo i legali dell’azienda, l’amministrazione avrebbe infatti violato in modo palese l’International Emergency Economic Powers Act del 1977, incassando illegittimamente oltre 200 miliardi di dollari a livello globale. Nel mirino degli avvocati della “grande N” sono i dipartimenti governativi USA di primissimo piano, come il Tesoro, la Sicurezza Interna, e il Commercio.







