Yves Guillemot, CEO di Ubisoft, ha istituito un “Comitato per la Trasformazione”. La notizia emerge oggi, 27 maggio 2025. La riporta l’emittente francese BFM Tech & CO dopo aver visionato una email interna del CEO. Il comitato, composto da dieci persone scelte da Guillemot, ha 100 giorni di tempo per tracciare una nuova direzione strategica. L’obiettivo è rivitalizzare l’azienda dopo gli insuccessi degli ultimi anni.
L’email di Guillemot senior delinea un piano drastico per il futuro. L’azienda punta a ridurre significativamente i costi fissi: il taglio previsto è di circa 100 milioni di euro nei prossimi due anni. Questa strategia potrebbe facilmente tradursi in nuovi licenziamenti di massa presso i vari studi Ubisoft. Tali tagli seguirebbero i 200 milioni di euro già risparmiati nel 2024. Allora Ubisoft chiuse tre studi e ridusse il personale. Guillemot ha scritto che l’azienda, rafforzata dal successo di Assassin’s Creed Shadows, necessita ora di “nuova linfa vitale” e “nuova energia e passione per i giochi”.
A co-dirigere questo comitato di trasformazione ci sarà Charlie Guillemot, è il figlio del CEO. Affiancherà Marie-Sophie de Waubert, Chief Studios & Portfolio Officer di Ubisoft. Questa nomina ha immediatamente sollevato forti polemiche interne. I dipendenti la interpretano come un chiaro segno di nepotismo, e temono un tentativo di passaggio generazionale dell’azienda al figlio. In pubblico, Yves Guillemot ha tentato di minimizzare il ruolo di Charlie. Le sue dichiarazioni contraddicono però il testo dell’email interna, che gli affida la responsabilità del comitato. Charlie Guillemot aveva lasciato una sussidiaria di Ubisoft nel 202, a seguito di critiche per una controversa associazione di simboli del movimento Black Lives Matter a una fazione nemica in Tom Clancy’s Elite Squad.
Molti altri membri del comitato sono figure considerate fedelissime di Guillemot senior. Alcuni dipendenti li indicano come i fautori del recente declino di Ubisoft. Esprimono quindi seri dubbi sulla loro reale capacità di guidare una ripresa e un’innovazione. Per non alimentare ulteriormente l’attuale, altissima incertezza, l’email con questi dettagli non sarebbe ancora stata inviata a tutti gli studi di sviluppo.
Il clima interno è descritto come molto teso. L’obiettivo dichiarato della leadership è una significativa riduzione dei costi operativi, il che comporta un rischio concreto di nuovi licenziamenti sui dipendenti Ubisoft. Altri analisti però ritengono che siano proprio i dirigenti i responsabili delle difficoltà del più grande editore videoludico europeo, ma per ora sembra esclusa la messa in vendita della società.
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