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Polonia, maxi-inchiesta sul gioco illegale: sequestrate oltre 9.000 slot mahcine

Le slot machines sono ospitate in una slot del casinò di

Un processo mastodontico per i numeri e i profitti illeciti generati, ma che rischia di trasformarsi in un incubo logistico per lo Stato. In Polonia, il Tribunale distrettuale di Olsztyn si trova a gestire una situazione paradossale legata a una delle più grandi operazioni contro il gioco d’azzardo illegale degli ultimi anni. Al 3 febbraio 2206, nei magazzini giudiziari giacciono oltre 9.000 slot machine sequestrate. Sono le “prove materiali” la cui manutenzione sta costando una fortuna ai contribuenti.

Per questo motivo, i giudici hanno avanzato una richiesta inusuale: procedere alla vendita degli apparecchi ancora prima che inizi il dibattimento in aula. Una mossa dettata dall’urgenza economica, dato che solo nel 2025 i costi di stoccaggio hanno toccato quota 1,2 milioni di zloty (circa 280.000 euro) e il valore tecnologico delle macchine si sta rapidamente svalutando. La difesa dei 22 imputati, accusati di aver gestito un impero del gioco clandestino tra il 2015 e il 2017 con profitti stimati in oltre 100 milioni di euro, si è però opposta fermamente, bloccando per ora la decisione definitiva.

Il fascicolo, che conta ben 320.000 pagine e 1.600 volumi, descrive un’organizzazione criminale ramificata, capace di operare in diverse regioni polacche e all’estero. Mentre si attende la data della prima udienza, le autorità fiscali (KAS) hanno diffuso il bilancio della lotta all’illegalità nel 2025: in un solo anno sono state chiuse 783 sale giochi abusive, sequestrati altri 5.322 automati e arrestate 383 persone. Numeri che testimoniano quanto il fenomeno sia ancora radicato, nonostante le sanzioni draconiane previste dalla legge polacca. Varsavia infatti impone multe fino a 100.000 zloty (circa 23.000 euro) per ogni singola macchinetta non autorizzata.

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