Il colosso globale dei mercati predittivi Polymarket ha in corso, ad oggi 23 settembre 2026, una ramificata campagna di lobbying per convincere le autorità di mezza Europa a classificare la propria piattaforma come un gruppo di servizi finanziari anziché come una semplice società di scommesse. Con una valutazione di mercato schizzata a oltre venti miliardi di dollari e la necessità impellente di espandere il proprio raggio d’azione a livello internazionale, la società di New York sta tentando di scardinare il rigido mosaico normativo europeo. Attualmente la UE e lo UK, infatti, relegano i contratti offerti da Polymarket nei confini angusti e frammentati del gambling nazionale.
La strategia di Polymarket per l’Europa
La strategia legale della piattaforma punta a far equiparare i contratti basati sugli eventi futuri — che spaziano dai risultati elettorali alle decisioni delle banche centrali, fino agli eventi sportivi e climatici — a veri e propri strumenti finanziari derivati regolati dalle direttive europee MiFID (Markets in Financial Instruments Directive). Una svolta di questa portata permetterebbe a Polymarket di aggirare le restrizioni severissime imposte da diversi governi europei. Basti pensare che in molti Paesi UE le autorità competenti hanno già ordinato ai provider di internet di bloccare l’accesso alla piattaforma.
Tuttavia, il percorso scelto dai vertici di Polymarket si scontra con una resistenza istituzionale molto forte. Nel corso degli ultimi mesi, i rappresentanti legali della società hanno intensificato i contatti istituzionali. Alcuni rappresentanti a Bruxelles e Londra hanno incontrato i massimi vertici dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) e della Financial Conduct Authority britannica. Tuttavia, l’ESMA ha recentemente pubblicato report allarmanti in cui definisce i mercati predittivi pericolosamente esposti a fenomeni di insider trading e manipolazione. Sulla stessa linea scettica si muove la FCA inglese. Un punto di incertezza è la rigida divisione delle competenze nei singoli Stati, che rende la partita aperta e dall’esito estremamente incerto per il futuro del trading predittivo di Polymarket in Europa.







