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Riforma Calcio: audizioni chiave su scommesse e pubblicità al gioco

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Mentre il dibattito sulle riforme istituzionali dello sport entra nel vivo in questo 26 settembre 2026, l’attenzione del mondo politico e di quello del betting si sposta direttamente sulla 7ª Commissione permanente del Senato che deciderà della riforma delle scommesse e della pubblicità gioco nel mondo del calcio. Qui risultano infatti depositate le memorie ufficiali relative alle audizioni di importanti esperti del settore — tra cui i rappresentanti della Lega Serie A — nell’ambito del disegno di legge che ridisegna il futuro del sistema calcistico italiano.

Scommesse, risorse per il calcio e nodo pubblicità al Gioco

Al centro del confronto figurano gli articoli del ddl che introducono nuove e significative risorse economiche derivanti dal comparto del gioco pubblico. Tra le misure più rilevanti spicca il contributo del 2% sulla raccolta delle scommesse sugli eventi calcistici, previsto a partire dal 2027 e stimato in circa 230 milioni di euro annui. Un tesoretto che, tuttavia, non finirà interamente nelle casse dei club professionistici: almeno il 50% sarà destinato a settori giovanili, vivai e impiantistica, mentre una quota consistente andrà al contrasto alla ludopatia e al calcio femminile.

Accanto ai flussi finanziari, il vero terreno di scontro resta il nodo della pubblicità e delle sponsorizzazioni del betting, pesantemente limitate dal Decreto Dignità. Le diverse proposte di legge all’esame del Parlamento assumono posizioni diametralmente opposte: si va dall’abolizione totale del divieto per allinearsi agli altri grandi mercati europei (Francia, Spagna e Germania) a un suo ulteriore inasprimento.

La Lega Serie A ha ribadito con forza l’urgenza di superare il blocco generalizzato, sottolineando come la totale assenza di comunicazione legale finisca per avvantaggiare i siti illegali e penalizzare la competitività internazionale dei club italiani, auspicando inoltre che il Parlamento attenda la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea sul limite pubblicitario italiano, d oggi pendente, prima di varare nuove modifiche normative.

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