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Riforma del gioco fisico a rischio stop: fumata nera sul decreto

Concessioni Gioco Fisico

Oggi, 6 giugno 2026, il percorso di riordino del gioco pubblico fisico rischia un clamoroso e definitivo arresto. Dopo il via libera alla riforma del settore online, il decreto attuativo per scommesse, sale bingo e apparecchi da intrattenimento si è arenato a causa della mancanza di un accordo politico, mettendo a rischio il rispetto delle scadenze della delega fiscale.

Secondo quanto rivelato da Il Sole 24 Ore, il principale nodo del contendere riguarda il sistema delle distanze minime dai luoghi sensibili. L’ipotesi avanzata dai tecnici del Ministero dell’Economia prevedeva un limite differenziato: 100 metri in linea d’aria per i punti vendita specializzati e 200 metri per quelli generalisti. Tuttavia, le simulazioni hanno evidenziato che l’applicazione di tali parametri avrebbe decimato la rete legale dei punti gioco. Infatti, moltissime postazioni attualmente attive ricadrebbero fuori dagli stringenti limiti spaziali. Questa contrazione avrebbe causato un crollo del gettito erariale stimato tra gli 1,2 e gli 1,6 miliardi di euro, rendendo il compromesso fiscalmente insostenibile.

Lo stop alla riforma congela anche l’avvio delle nuove gare per le concessioni, dalle quali lo Stato si attendeva entrate straordinarie per oltre 2 miliardi dal comparto scommesse e altri 2,3 miliardi dal rinnovo del Lotto. In assenza di un nuovo quadro normativo organico, il Governo sarà costretto a varare l’ennesima proroga tecnica delle concessioni in scadenza. Una situazione di perenne transitorietà che, secondo gli operatori, frena gli investimenti e favorisce il mercato clandestino, la cui raccolta ha ormai superato i 30 miliardi di euro annui. A completare il quadro di crisi ci sono i dati del Dipartimento delle Finanze, che nei primi tre mesi del 2026 evidenziano già una flessione del gettito del 7,4%, pari a 101 milioni di euro in meno rispetto al 2025.

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