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Si chiude a Modena la grande fiera dei giochi da tavolo con tante speranze per il futuro

Si è chiusa domenica a Modena la 15esima edizione del PLAY, la principale fiera italiana dedicata ai giochi da tavolo. L’evento ha attirato decine di migliaia di appassionati, principalmente uomini tra i 20 e i 50 anni. La fiera rappresenta un importante momento di incontro per un settore in forte crescita. Quest’appuntamento ha visto una partecipazione di circa 40.000 persone desiderose di provare le novità del mercato.

Il settore dei giochi da tavolo sta vivendo un periodo di espansione globale, con un giro d’affari stimato intorno ai 13 miliardi di dollari, destinato a raddoppiare entro il 2030. In Italia, il mercato è frammentato, caratterizzato da numerosi piccoli editori e poche aziende di medie dimensioni.

DvGiochi, una delle aziende più consolidate, ha registrato un fatturato di 7 milioni di euro nel 2023, con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente. Cranio Creations, fondata nel 2009, ha chiuso il 2023 con 4 milioni di euro di fatturato, segnando un incremento del 41%. Tuttavia, secondo Lorenzo Tucci Sorrentino, CEO di Cranio Creations, il mercato italiano è ancora lontano dalla diffusione di massa raggiunta in paesi come Francia, Spagna e Germania.

Anche i colossi internazionali sono presenti in Italia. Ravensburger, nota per i puzzle ma anche attiva nel settore dei giochi da tavolo, ha una filiale italiana che si occupa anche del mercato iberico. L’azienda ha registrato un fatturato globale di 720 milioni di euro, con l’Italia che rappresenta il 4-5% di questo totale. Francesco Bracone, Country Manager di Ravensburger, prevede una crescita del 25-30% per il mercato italiano grazie al lancio di nuovi prodotti.

Asmodee, uno dei giganti del settore con 45 dipendenti in Italia e un fatturato di 23 milioni di euro, è sempre più presente nelle case degli italiani. Luca Cattini e Massimo Bianchini, country manager di Asmodee, sottolineano il potenziale di crescita del mercato italiano, ancora considerato di nicchia rispetto ai mercati esteri.

Le sfide per il futuro includono l’aumento del potere d’acquisto degli italiani, la riduzione del ciclo di vita dei giochi sugli scaffali e la crisi demografica che potrebbe ridurre il numero di giovani appassionati. Nonostante queste difficoltà, il settore dei giochi da tavolo in Italia continua al 4 giugno 2024 a mostrare segni di vitalità e potenziale di crescita.

Andrea

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