Un altro terremoto scuote il mondo PlayStation oggi sabato 21 febbraio 2026, arriva una notizia drammatica per i fan PlayStation. Sony ha deciso di chiudere Bluepoint Games. Il bilancio della generazione attuale diventa pesantissimo. Salgono a sei gli studi first-party smantellati. La gestione strategica dell’azienda è ora apertamente sotto accusa.
I numeri parlano chiaro. Tra il 2020 e il 2023 Sony ha acquisito dieci studi. Ben tre di queste realtà hanno già chiuso i battenti. Solo tre team hanno prodotto risultati davvero concreti. Insomniac Games domina il mercato con le sue hit. Nixxes brilla per l’ottimizzazione dei porting su PC. Housemarque si prepara all’atteso lancio di Saros. Il resto degli studi annaspa tra progetti fermi, turbolenze o ritardi.
L’elenco degli studi sacrificati fa male alla community. Bluepoint Games si unisce a una lista di nomi storici e nuove promesse:
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Japan Studio: smantellato nel 2021.
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PixelOpus: chiuso nel 2023.
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London Studio: sacrificato nel 2024.
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Firewalk Studios: chiuso nel 2024 dopo il flop colossale di Concord.
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Neon Koi: cancellato nel 2024 prima ancora di debuttare.
La maledizione dei live-service La causa principale di questa crisi sembra chiara. Sony ha spinto in modo aggressivo sui giochi live-service. Questa visione ha privilegiato la monetizzazione continua a discapito della creatività. I segnali di allarme del mercato sono stati ignorati. L’ironia più amara riguarda proprio Bluepoint. Il team era composto dai maestri indiscussi dei remake. Avevano riportato in vita capolavori assoluti come Demon’s Souls e Shadow of the Colossus. La loro esperienza poteva valorizzare l’immenso catalogo classico di Sony. Invece, sono stati tagliati fuori.







