Il mondo del gioco legale e dei portali di informazione collegati alle scommesse sportive si trova a fare i conti, oggi 29 agosto 2026, con una stangata fiscale senza precedenti. Con un blitz inatteso all’interno del decreto-legge n. 153, varato dall’esecutivo due giorni addietro per far fronte all’emergenza dei prezzi energetici e dei carburanti, il governo ha introdotto una stretta drastica che promette di rivoluzionare gli equilibri economici del settore. La misura punta dritto al cuore degli investimenti pubblicitari e dei contratti di sponsorizzazione gestiti dai concessionari del betting, modificando radicalmente il regime di deducibilità fino ad oggi garantito alle aziende.
Stretta sulle sponsorizzazioni e modifiche Alla Tassazione delle Scommesse
Entrando nel dettaglio delle disposizioni entrate in vigore, il provvedimento stabilisce l’indeducibilità totale ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap per tutte le spese di sponsorizzazione e i contratti analoghi riconducibili, anche in via indiretta, agli operatori del settore dei giochi e scommesse. Danneggiate pesantemente le partnership commerciali che alimentano i siti di informazione sportiva, i blog di approfondimento e i portali di comparazione delle quote, i quali rappresentano da anni una zona d’ombra sfruttata per aggirare i divieti rigidi imposti dalla normativa nazionale sulla promozione diretta del gioco d’azzardo.
In aggiunta a questa misura restrittiva, il testo normativo interviene anche sulle somme versate dai concessionari a favore del Fondo per la tutela e il contrasto della ludopatia: tali erogazioni vengono ufficialmente riclassificate come semplici spese di rappresentanza, finendo così imbrigliate nei rigidi limiti percentuali minimi previsti dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Secondo le stime della relazione tecnica, l’intero pacchetto di interventi punta a generare effetti finanziari positivi destinati a confluire direttamente nel Fondo per gli interventi strutturali di politica economica, sebbene manchino ancora cifre ufficiali definitive sull’ammontare complessivo del gettito erariale atteso. La mossa del governo riapre inevitabilmente il dibattito politico e le tensioni con le federazioni sportive, già sul piede di guerra per la sostenibilità economica dei club.







