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Tribunale annulla il brevetto di Nintendo sulle evocazioni di mostri, Palworld è salvo?

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In mercoledì 1 aprile 2026, arriva una vera e propria doccia gelata per il colosso di Kyoto. L’ufficio brevetti degli USA ha deciso di fare un clamoroso passo indietro. Secondo le ultime notizie, esso revocherà totalmente un importantissimo brevetto che era stato concesso a Nintendo lo scorso settembre. Il brevetto concerne l’evocazione di creature virtuali destinate a combattere al posto del giocatore, un pilastro fondamentale e iconico di Pokémon. Secondo quanto riportato da Games Fray, la revisione del caso, richiesta appena due mesi dopo l’approvazione iniziale, si è conclusa di varie richieste Nintendo. Ciò azzera di fatto la validità del brevetto sul suolo americano.

Alla base di questa pesantissima bocciatura ci sarebbe la presenza di numerosi e ingombranti precedenti storici che renderebbero la nuova registrazione di Nintendo del tutto nulla. Il direttore dell’ufficio brevetti ha infatti puntato il dito contro meccaniche già ampiamente coperte in passato. Cita esplicitamente il documento Yabe depositato dai rivali di Konami nell’ormai lontano 2002, che descriveva l’utilizzo di un “sotto-personaggio” in grado di lottare al fianco del protagonista. A complicare ulteriormente la situazione si sono aggiunti anche il brevetto Shimomoto di Bandai Namco del 2020. Questa vera e propria montagna di documentazione pregressa ha innalzato un muro legale insormontabile, bloccando ogni singola rivendicazione della compagnia giapponese.

La guerra legale, tuttavia, è ancora ben lontana dall’essere definitivamente conclusa. Nintendo ha infatti il diritto di rispondere ufficialmente a questa decisione e potrebbe persino decidere di trascinare la spinosa questione davanti a una corte federale. L’obiettivo minimo degli agguerritissimi avvocati della Nintendo potrebbe essere quello di dimostrare la validità di almeno una delle ventisei richieste originali. Ciò darebbe loro un’arma, seppur spuntata, per lottare con Palworld. La casa di Super Mario, del resto, non ha alcun interesse a fare causa a ogni singolo videogioco sul mercato che sfrutti l’evocazione di mostri. Lo dimostra la pacifica convivenza con saghe storiche che dura da decenni.

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