Se si guarda al quadro generale, a Redmond si stappano bottiglie di champagne pregiato. Se però si sposta lo sguardo sulla divisione videogiochi, il brindisi ha un retrogusto decisamente amaro. Microsoft ha appena archiviato oggi 29 gennaio 2206 un trimestre fiscale da record assoluto. Infatti i ricavi complessivi sono schizzati a 81,3 miliardi di dollari (+17% su base annua), mentre l’utile netto ha fatto registrare un impressionante +60%, toccando quota 38,5 miliardi. Un colosso in salute smagliante, trainato dalla rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale, che però nasconde sotto il tappeto la profonda crisi d’identità del marchio Xbox.
I numeri del comparto gaming sono infatti preoccupanti. La divisione ha subito una contrazione globale del 9%, ma è il dato relativo alle console Xbox a lanciare l’allarme rosso. Infatti le vendite hardware di Xbox sono crollate del 32%, fermandosi ad appena 1,07 miliardi di dollari. Anche il segmento “contenuti e servizi”, che include le vendite dei giochi Xbox e gli abbonamenti al Game Pass, non sorride. Anche qui i dati segnano un calo del 5%. Secondo gli analisti, questi risultati sono il prezzo da pagare per la nuova strategia multipiattaforma: portando le proprie esclusive anche sulle console rivali, Microsoft ha di fatto disincentivato l’acquisto della propria macchina da gioco, trasformandosi sempre più in un publisher e fornitore di servizi.
A compensare le perdite del gaming Xbox e a trascinare l’azienda ci pensano però il Cloud e l’IA. Il CEO Satya Nadella è stato chiaro: il business legato all’intelligenza artificiale è già diventato più grande di alcuni dei brand storici dell’azienda. Con il “Microsoft Cloud” che ha superato i 50 miliardi di dollari di ricavi in un solo trimestre, l’azienda si conferma in piena metamorfosi: un gigante dei servizi e delle infrastrutture digitali dove il videogioco, nonostante i miliardi spesi per l’acquisizione di Activision Blizzard, fatica ancora a trovare la quadratura del cerchio.
