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Crimson Desert e l’ombra dell’IA: Pearl Abyss si scusa

Videogiochi 2026

In questo lunedì 23 marzo 2026, una nuova polemica investe l’ambizioso e discusso Crimson Desert. Dopo le accese divergenze della community in merito all’accessibilità dei controlli, i giocatori hanno fatto una scoperta che ha sollevato non poche critiche: la presenza di contenuti realizzati palesemente con l’intelligenza artificiale generativa, nello specifico un quadro visibile all’interno del gioco. La reazione indignata del pubblico ha spinto la software house sudcoreana Pearl Abyss a intervenire tempestivamente per chiarire l’accaduto e correre ai ripari.

Attraverso un comunicato ufficiale diffuso sui social network, un portavoce dell’azienda ha ammesso l’utilizzo dell’IA, spiegando però la reale natura di questa scelta. Durante le fasi embrionali della produzione, il team creativo si è effettivamente servito di strumenti generativi per esplorare in modo rapido l’atmosfera e il tono di alcuni elementi visivi in 2D. Tuttavia, l’intento non è mai stato quello di mantenere queste bozze all’interno dell’esperienza finale, né tantomeno di sminuire o sostituire il fondamentale lavoro manuale dei veri artisti e sviluppatori dello studio.

Ringraziando l’utenza per le tempestive segnalazioni, Pearl Abyss ha confermato di aver già identificato gli asset “incriminati” sfuggiti alla revisione e ha promesso di sostituirli con opere originali già a partire dalla prossima patch, riallineandosi ai propri standard di qualità. Per evitare ulteriori scivoloni, il team ha inoltre avviato una rigorosa indagine interna su tutte le risorse grafiche del titolo, con l’obiettivo di scovare e rimuovere eventuali altri rimasugli generati artificialmente.

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