Nella sera di oggi 31 marzo 2026 a Zenica non si gioca solo una banale partita di pallone, ma un vero e proprio spareggio da dentro o fuori per volare ai Mondiali. L’Italia di Rino Gattuso dovrà vedere il bluff di un avversario a dir poco atipico. Sulla panchina della Bosnia siede infatti Sergej Barbarez, un uomo che ha trasformato l’adrenalina dell’all-in in una vera e propria professione. Dal lontano 2010, l’indecifrabile guru di Mostar è un affermato giocatore di poker a livello internazionale, con tanto di partecipazione e diciannovesimo posto alle prestigiose World Series di Las Vegas.
La storia di Barbarez sembra la sceneggiatura perfetta per un film hollywoodiano. Dopo una carriera ruggente da bomber vissuta per quindici stagioni sui campi della Bundesliga con le maglie di Borussia Dortmund, Amburgo e Leverkusen, si dedica al poker. Da calciatore aveva rinunciato alla cittadinanza tedesca e alla possibilità di giocare per la Croazia per di difendere i colori della sua amata Bosnia. Proprio quell’attaccamento viscerale alla sua terra lo ha spinto nel 2024, a cinquantatré anni e senza uno straccio di esperienza pregressa come allenatore, ad accettare la disperata e folle chiamata della Federazione per guidare la Nazionale.
Eppure, questo clamoroso azzardo si è rivelato la sua mano vincente. Indossando i panni del commissario tecnico con la stessa glaciale freddezza sfoggiata nei casinò, Barbarez ha compiuto un autentico miracolo sportivo. La Bosnia ha eliminato a sorpresa il Galles nello spareggio di giovedì scorso. Ora il piatto sul tavolo è ricchissimo e la posta in palio è il biglietto dorato per la Coppa del Mondo. Rino Gattuso dovrà leggere attentamente le mosse tattiche del rivale, come in una partita di poker, per vincere la sfida.







