Se i numeri sono lo specchio della salute di un’azienda, quelli emersi dall’ultimo sondaggio della Game Developers Conference (GDC) oggi 31 gennaio 2026 riflettono un’immagine decisamente preoccupante per la divisione gaming e Xbox di Microsoft. L’industria videoludica sembra aver scelto da che parte stare e, purtroppo per Redmond, non è quella di Xbox Series X|S. L’indagine, condotta su oltre 2.300 addetti ai lavori in tutto il mondo, ha evidenziato un divario ormai abissale nell’interesse dei creativi verso le diverse piattaforme hardware.
I dati sono impietosi: soltanto il 20% degli sviluppatori intervistati si è detto interessato a creare videogiochi per le attuali console Microsoft. Una percentuale che impallidisce se confrontata con la concorrenza. Infatti il 40% dei developer punta su PlayStation 5, mentre un sorprendente 39% guarda già con entusiasmo alla futura Nintendo Switch 2. Questo è un segno che la prossima ibrida di Kyoto (pur se tecnicamente inferiore alle ammiraglie) è percepita come un terreno molto più fertile per il business. A dominare incontrastato resta il PC, vera roccaforte dello sviluppo con l’80% delle preferenze. Nel settore portatile Steam Deck continua a difendersi bene nonostante l’hardware non più giovanissimo.
Questo disamore verso l’ecosistema Xbox non è un fulmine a ciel sereno, ma la conseguenza di un circolo vizioso che Microsoft fatica a spezzare. I recenti report finanziari hanno mostrato un calo dei ricavi e delle vendite hardware. Complice del quadro è sicuramente un catalogo di esclusive first-party che non è riuscito a trainare la base installata come sperato. Per gli sviluppatori terze parti, investire risorse su una piattaforma con meno utenti diventa un rischio calcolato che molti preferiscono non correre. Ora gli occhi sono puntati sul progetto “Magnus”. Così si chiama al momento la consolle next-gen su cui Microsoft starebbe lavorando (forse con natura ibrida) per tentare di ribaltare le sorti di Xbox.
