Oggi, 7 novembre 2026, riportiamo un’indagine della GdF di Bologna, che ha al centro delle verifiche un noto campione di poker live, Enrico Camosci. I finanzieri hanno infatti accertato la natura fittizia del suo trasferimento di residenza a Malta, iscritto all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) a partire dal 2023. L’evasione fiscale di Enrico Camosci è il tema principale dell’indagine, poiché la GdF ha smantellato la copertura estera utilizzata per evitare la tassazione italiana sulle ingenti vincite maturate nei tornei internazionali. Questa notizia segue di pochi giorni quella su Carte Modiano che punta ai casinò di Las Vegas e ai 10 milioni di ricavi. Per chi volesse approfondirla, vi rimandiamo ad un articolo precedente. Inoltre, l’evasione fiscale di Enrico Camosci rappresenta uno degli episodi più discussi degli ultimi giorni.
La fittizia residenza all’estero: la vita nell’hinterland bolognese
L’attività investigativa delle Fiamme Gialle si è inserita nel quadro delle verifiche sui redditi conseguiti dai “lavoratori sportivi” professionali. La GdF ha effettuato l’incrocio dei dati finanziari, il monitoraggio dei tabulati telefonici e l’analisi dei conti correnti bancari nazionali (alimentati da frequenti flussi dall’estero). Gli inquirenti hanno dimostrato che il giocatore manteneva stabilmente il proprio domicilio affettivo e patrimoniale nel Bolognese, aspetto centrale nell’inchiesta sull’evasione fiscale di Enrico Camosci.
Camosci ha dimorato nell’hinterland di Bologna per la maggior parte del periodo d’imposta in esame. Egli ha superato la soglia dei 183 giorni all’anno che la legge italiana stabilisce per la determinazione della residenza fiscale nel territorio dello Stato. Di conseguenza, l’evasione fiscale di Enrico Camosci resta al centro dell’attenzione mediatica.
l’evasione fiscale di Enrico Camosci: 1,3 milioni recuperati e denuncia alla Procura
Poiché l’attività agonistica nel poker live è stata svolta in forma professionale e continuativa, le autorità hanno riqualificato il giocatore come soggetto fiscalmente residente in Italia e tenuto ad adempiere agli obblighi di dichiarazione nel Paese d’origine. Ricordiamo che il l’evasione fiscale di Enrico Camosci sarà probabilmente oggetto di ulteriori sviluppi giudiziari.
Al termine dell’intervento ispettivo, i militari del Comando Provinciale hanno disposto:
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Recupero a tassazione: La contestazione di oltre 1,3 milioni di euro di vincite incassate in case da gioco ed eventi situati al di fuori dell’Unione Europea e mai dichiarate al fisco italiano.
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Segnalazione alla Magistratura: La denuncia del pokerista alla Procura della Repubblica di Bologna per l’ipotesi di reato di omessa dichiarazione dei redditi.






