Il New Jersey ha deciso oggi 4 settembre 2026 di portare la questione dei mercati predittivi direttamente davanti alla massima istanza giudiziaria del Paese, presentando una petizione ufficiale alla Corte Suprema degli USA. L’obiettivo principale è quello di ottenere una pronuncia definitiva e dirimente in merito a una complessa e aperta controversia giuridica: stabilire con esattezza se i contratti di previsione sportiva debbano essere rigorosamente regolamentati dalle leggi statali in materia di gioco d’azzardo oppure se debbano sottostare unicamente alla supervisione federale della Commodity Futures Trading Commission (CFTC).
Una diatriba legale sulla liberalizzazione del gambling
Questa mossa strategica porta l’intera disputa dinanzi ai giudici supremi per la prima volta nella storia recente del settore dei mercati predittivi, e un’eventuale accettazione del caso potrebbe portare a una sentenza storica nel corso del 2027, destinata a produrre effetti dirompenti e conseguenze di vasta portata per l’intero comparto dei mercati di previsione e del betting online.
Al centro della battaglia legale vi è la precedente decisione di una corte d’appello, la quale aveva classificato i contratti di previsione essenzialmente come strumenti finanziari negoziati su exchange regolamentati dalla CFTC. Tale interpretazione giuridica aveva di fatto bloccato le autorità di regolamentazione del New Jersey, impedendo loro di bloccare i controversi contratti legati allo sport proposti da piattaforme come Kalshi.
Tuttavia, la linea difensiva dello Stato ribadisce con forza che il Commodity Exchange Act non autorizza in alcun modo le piattaforme di previsione a ignorare o aggirare le normative statali sul gioco d’azzardo, sostenendo fermamente che i contratti basati su eventi sportivi equivalgono a tutti gli effetti a delle vere e proprie scommesse sportive. Come evidenziato dal procuratore generale del New Jersey, Jennifer Davenport, queste società non possiedono alcun diritto legittimo di offrire scommesse sullo sport senza rispettare le leggi locali, una posizione condivisa e sostenuta da decine di Stati americani appartenenti a diversi schieramenti politici.
Per il momento rimane tuttavia un’incognita se la Corte Suprema deciderà effettivamente di accogliere il ricorso presentato. Nel caso in cui i giudici supremi dovessero accettare formalmente la petizione, le udienze e i relativi procedimenti giudiziari potrebbero prendere il via già nel corso della stagione autunnale.






