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Tempesta in casa Ubisoft: scatta lo sciopero a Barcellona

Proteste Ubisoft Barcellona

I avoratori della sede di Ubisoft Barcelona hanno incrociato le braccia, dando ufficialmente il via a una serie di scioperi programmati che si protrarranno per tutto il mese di luglio. La mobilitazione, indetta dal sindacato spagnolo Confederación General del Trabajo (CGT), prevede l’interruzione totale delle attività lavorative durante tutti i pomeriggi di martedì e giovedì fino al 17/7. La decisione è pesante e rischia di impattare direttamente la gestione e il supporto tecnico continuativo di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, il celebre sparatutto tattico di cui lo studio catalano Ubisoft di Barcellona cura lo sviluppo dei contenuti stagionali e la stabilità delle infrastrutture di rete. Oggi 1 luglio 2026, dopo il primo giorno di sciopero, le proteste non accennano a fermarsi.

La protesta nasce come risposta diretta a un drastico piano di riassetto societario globale annunciato dai vertici di Ubisoft all’inizio di giugno, che prevede il taglio di circa 380 posti di lavoro a livello europeo. Nel nuovo assetto industriale ideato dal publisher francese, la sede di Barcellona dovrebbe subire un forte ridimensionamento del personale, focalizzando le restanti risorse unicamente sul franchise di Rainbow Six, considerato uno dei tre pilastri commerciali strategici al centro del massiccio accordo economico da 1,16 miliardi di euro siglato con la holding cinese Tencent. I dipendenti chiedono tutele legali vincolanti contro futuri licenziamenti collettivi e il ripristino immediato di un pacchetto di promozioni interne già formalmente concordate e poi congelate dall’azienda.

Lo scontro sullo smart working e l’ombra sul remake di Assassin’s Creed

Accanto alla difesa dei posti di lavoro, il nucleo dello scontro tra lo staff di Barcellona e la dirigenza Ubisoft ruota attorno alle rigide politiche di rientro in presenza imposte dal gruppo. I rappresentanti sindacali esigono il ripristino del precedente modello di lavoro ibrido basato sulla formula 60/40 (ovvero il sessanta per cento delle ore gestite da remoto), una revisione strutturale degli aumenti salariali per contrastare l’inflazione e un riesame dei benefit aziendali. Si tratta dell’ennesimo capitolo di una battaglia legale iniziata già nel 2024, quando i lavoratori della divisione catalana avevano intentato una causa formale contro l’ordine esecutivo di Ubisoft che obbligava lo staff ad abbandonare lo smart working per tornare stabilmente nelle postazioni dell’ufficio.

La paralisi parziale delle attività pomeridiane solleva forti interrogativi anche sulla puntualità delle prossime uscite della compagnia. Nel corso della sua lunga storia come team sussidiario di supporto, la software house di Barcellona ha contribuito in maniera decisiva a saghe di punta come Assassin’s Creed, The Division e ai titoli per la realtà virtuale come Star Trek: Bridge Crew. I disagi legati allo sciopero estivo rischiano ora di riflettersi non soltanto sugli aggiornamenti correttivi e sul bilanciamento dei server di Rainbow Six Siege, ma anche sulle rifiniture dell’attesissimo Assassin’s Creed Black Flag Resynced, il remake dello storico capitolo piratesco la cui pubblicazione sui mercati globali resta formalmente programmata per la fine del prossimo mese di luglio.

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