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Ippica, rivoluzione nel calendario 2026: Treviso sostituisce Trieste. Roma anticipa i GP

I cavalli dell'ippica ippodromo capannelle

Il Ministero dell’Agricoltura (Masaf) ridisegna la geografia dell’ippica italiana per il 2026 oggi 7 febbraio 2026. Con un provvedimento ufficiale resosi necessario dopo la revoca del riconoscimento alla società Nordest Ippodromi S.p.A. (che gestiva l’impianto di Trieste Montebello), il calendario delle corse di trotto e galoppo subisce modifiche sostanziali, spostando baricentro e risorse finanziarie.

Il cambiamento più impattante riguarda il Nord-Est: le corse originariamente previste a Trieste vengono “dirottate” verso gli ippodromi vicini. Treviso e Padova diventano i principali beneficiari di questa redistribuzione, ereditando non solo le giornate di gara ma anche i relativi stanziamenti: 570.000 euro andranno all’impianto della Marca Trevigiana, che ospiterà anche i prestigiosi Gran Premi “Giorgio Jegher” e “Presidente della Repubblica”, mentre 114.000 euro sono destinati a Padova.

Novità strategiche anche per la Capitale. In attesa della piena riapertura delle Capannelle, due giornate di galoppo di giugno vengono spostate da Milano a Roma in orario preserale. Per il trotto, invece, si è scelto di giocare d’anticipo: i Gran Premi di Gruppo 1 “Triossi” e “Carena”, inizialmente fissati per il 30 maggio, si correranno il 23 maggio. Una mossa tattica fondamentale per evitare la sovrapposizione con la Sweden Cup di Stoccolma e garantire la presenza dei migliori guidatori internazionali.

Il domino di date tocca anche  l’ippica del Sud e la Toscana. A Napoli viene aggiunta una giornata straordinaria il 6 aprile per lanciare la volata verso il GP Lotteria di Agnano (in programma il 3 maggio), mentre Taranto cede parte del montepremi (76.000 euro) e delle giornate a Casarano. Piccoli aggiustamenti infine per Montecatini, che posticipa un appuntamento per non accavallarsi con eventi cittadini. Il Ministero ha assicurato un monitoraggio costante per eventuali correttivi in corsa, garantendo che, seppur ridistribuiti, i fondi totali per il settore rimarranno invariati.

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