In questo giovedì 26 marzo 2026, a un passo dall’attesissimo debutto previsto per aprile, emergono nuovi e cruciali dettagli sul meta di Pokémon Champions. L’imminente titolo free-to-start di Game Freak, in arrivo su Nintendo Switch e dispositivi mobile con una fortissima vocazione per il lato competitivo, imporrà una regola tanto semplice quanto divisiva: per comporre il proprio “dream team” si potranno utilizzare esclusivamente creature giunte al loro stadio evolutivo finale.
A fare chiarezza su questa precisa scelta di game design è intervenuto direttamente Masaaki Hoshino.
“Al lancio, solo le evoluzioni finali saranno disponibili… Dopo che avremo introdotto un sacco di evoluzioni finali, potremmo considerare di introdurre le forme precedenti. Per ora, questo approccio è quello più accessibile per i nuovi giocatori.”
La logica dietro a questa decisione è molto chiara e mira innanzitutto a tutelare i neofiti. Impedendo l’utilizzo delle forme base, gli sviluppatori vogliono evitare che un giocatore alle prime armi si ritrovi facilmente schiacciato da avversari irraggiungibili. Sebbene questa scelta garantisca un terreno di scontro più equilibrato fin dalle prime battute, limita inevitabilmente la libertà creativa dei veterani, precludendo sul nascere la possibilità di organizzare sfide tematiche originali come i tornei dedicati esclusivamente ai “baby Pokémon”.
Resta tuttavia un grandissimo interrogativo legato al volto stesso del franchise. Pikachu, la cui forma finale è ovviamente Raichu, troneggia fiero sulla copertina ufficiale di Pokémon Champions. È dunque assai probabile che la mascotte di casa Nintendo, e possibilmente anche il popolarissimo Eevee, godranno di un’eccezione speciale alla regola. Dopotutto, non sarebbe affatto una novità storica: già nella primissima versione giapponese dell’indimenticabile Pokémon Stadium, il roster era composto unicamente da stadi finali con la sola, immancabile aggiunta del topo elettrico più famoso del mondo.







