La carenza schede video sta raggiungendo livelli critici nel corso del 2026, trasformandosi in una vera e propria emergenza per l’intero settore del PC gaming. L’esplosione della domanda di acceleratori per l’intelligenza artificiale nei data center ha monopolizzato la produzione mondiale di chip di memoria avanzata (GDDR6, GDDR7 e HBM), costringendo il gigante di Santa Clara NDIVIA a tagliare la produzione delle schede grafiche destinate ai videogiocatori e provocando rincari immediati sui listini dei principali rivenditori internazionali.
Tagli alla produzione delle Schede video e Memorie per Gaming
La decisione di deviare i componenti di memoria verso i prodotti enterprise a più alto margine ha spinto NVIDIA a ridurre le forniture della serie GeForce RTX 50 tra il 30% e il 40%. A fare le spese di questo riallineamento strategico sono soprattutto i modelli più richiesti dalla fascia media e alta, come la RTX 5070, la RTX 5060 Ti e la flagship RTX 5090. Negli ultimi giorni, i principali store di e-commerce hanno registrato rincari medi superiori al 30% sul prezzo di vendita raccomandato, rendendo l’acquisto e l’assemblaggio di un PC da gioco un’impresa sempre più onerosa.
A complicare il quadro vi è la scelta di rinviare i piani per il lancio di nuove architetture grafiche da gioco entro la fine dell’anno, un evento che rappresenta un’assoluta rarità nella storia trentennale della compagnia. La CFO di NVIDIA, Colette Kress, ha confermato agli investitori che la disponibilità di chip per il segmento consumer rimarrà estremamente limitata (very tight) per diversi trimestri, con il rischio concreto che la pressione sui prezzi si protragga oltre il termine dell’anno finanziario in corso. In assenza di un incremento immediato nella capacità produttiva dei produttori di DRAM, videogiocatori e assemblatori dovranno fare i conti con scorte ridotte al lumicino e listini fortemente gonfiati dal mercato secondario.







