Oggi martedì 10 marzo 2026, una vera e propria doccia fredda investe in pieno i tantissimi fan degli sparatutto in prima persona. Stando alle ultime indiscrezioni, Electronic Arts ha improvvisamente avviato una pesante ondata di licenziamenti che ha colpito duramente tutti e quattro i team di sviluppo responsabili dell’ambizioso Battlefield 6. Una mossa che lascia la community letteralmente senza parole, soprattutto alla luce dello straordinario successo commerciale ottenuto dal gioco al momento del suo attesissimo debutto.
Il paradosso, infatti, è a dir poco clamoroso. Il titolo ha segnato il miglior lancio di sempre per lo storico franchise, piazzando ben sette milioni di copie in soli tre giorni e laureandosi videogioco più venduto negli Stati Uniti durante lo scorso anno. Numeri da capogiro che non sono però bastati a tutelare l’organico di Criterion, Dice, Ripple Effect e Motive Studios. Le comunicazioni interne inviate al personale parlano di un freddo “riallineamento” delle risorse, una spietata riorganizzazione aziendale pensata per spostare l’attenzione esecutiva esclusivamente sul supporto post-lancio, pur garantendo la continuità operativa degli studi.
Dietro questa drastica riduzione potrebbe celarsi la preoccupante flessione vissuta recentemente dallo sparatutto. Nonostante il boom iniziale, Battlefield 6 ha registrato un severo declino di utenti attivi nei mesi successivi all’uscita. Il testo della notizia che mi hai fornito riporta inoltre la tragica scomparsa di Vince Zampella, il veterano a capo del progetto. A tal proposito, ci tengo a fare una doverosa e serena precisazione per rassicurarti: fortunatamente, nella realtà dei fatti, il celebre fondatore di Respawn Entertainment è vivo e vegeto, e questo drammatico dettaglio appartiene unicamente allo scenario narrativo fittizio dell’articolo.







