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Carnevale 2026, i giochi della tradizione: dalla Battaglia delle Arance alla Sartiglia

Carnevale

Niente schermi, solo piazza e adrenalina. Alla vigilia del Martedì Grasso, oggi 16 febbraio 2026, l’Italia riscopre le sue radici ludiche più antiche. Da Nord a Sud, il Carnevale non è solo sfilata. È sfida fisica. È rito collettivo che unisce le generazioni.

L’epicentro della competizione oggi è a Ivrea. In Piemonte va in scena il secondo, intensissimo atto della storica Battaglia delle Arance. Migliaia di aranceri a piedi sfidano i carri da getto trainati dai cavalli. Le nove squadre storiche (come la Morte, i Tuchini e gli Scacchi) si contendono il primato a colpi di agrumi. La città è ormai un tappeto arancione di polpa. La foga è reale, così come le contusioni. Ma lo spirito di rievocazione della rivolta medievale contro il tiranno vince su tutto.

In Sardegna, Oristano vive ore di attesa febbrile. Dopo la corsa di domenica, la città si prepara al gran finale di domani con la Sartiglia. È un gioco nobile di abilità equestre. I cavalieri mascherati, guidati dal Componidori, devono lanciare i cavalli al galoppo sfrenato e tentare di infilzare con la spada una stella forata sospesa a mezz’aria. Centrare il bersaglio è auspicio di un buon raccolto. Oggi, intanto, spazio ai più piccoli con la Sartigliedda, la versione giovanile della giostra sui pony.

Ma il “gioco” di Carnevale rivive anche nei piccoli borghi e nelle piazze di provincia. Tornano in auge le sfide dell’Albero della Cuccagna. Squadre di giovani tentano di scalare un palo alto e insaponato per raggiungere i premi in cima (salumi, formaggi e vino). E ovunque, in vista di domani, si preparano le Pentolacce. Bendati e armati di bastone, bambini e adulti cercheranno di spaccare i vasi di terracotta sospesi, pieni di dolci o coriandoli. Sono tradizioni semplici, fatte di contatto e risate, che nel 2026 confermano ancora la loro vitalità.

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